La Regione: nel nostro piano casa incentivi alla bioedilizia. Il Pd: solo aiuti agli amici. Ma la vera novità è a Milano Saranno chiuse le due gallerie verso largo Corsia dei Servi, recuperando migliaia di metri quadrati per megastore Edifici da ingrandire per dare spazio ai negozi Rivoluzione in Corsia dei Servi, si costruirà 40 anni dopo Palazzo Marino sta per dare il via libera alla costruzione di nuovi negozi in corso Vittorio Emanuele, che prenderanno il posto di due delle tre gallerie di largo Corsia dei Servi. Sul fronte edilizio, la Lombardia è pronta a partire con il suo piano casa. Il governatore, Roberto Formigoni, garantisce: «Non ci saranno abusi». La giunta Moratti si prepara a dare domani il via libera con la concessione edilizia ai privati. Dalloperazione il Comune ricaverà 6 milioni di euro cedendo la servitù di passaggio. In corso Vittorio Emanuele non si costruivano nuovi edifici da almeno quarantanni. Proprio lì, dove adesso dovrebbero tornare a disegnare gli architetti e dove nel ï68 iniziò il cantiere dello studio BBPR, a fianco della Galleria del Corso. Un intervento che ha lasciato il segno, dopo quelli di Luigi Caccia Dominioni, di Luigi Mattioni che mise lultimo tassello in piazza San Babila, Vico Magistretti. Poi soltanto modifiche interne: le grosse catene che hanno conquistato sempre più spazio e vetrine, le firme che hanno preso il posto dei vecchi cinema. Finora. Perché ora Palazzo Marino sarebbe pronto a dare il via libera a una rivoluzione lungo la passeggiata commerciale della città. E a chiudere, per la prima volta nella storia del corso, due gallerie verso largo Corsia dei Servi, attorno allo "scalone" dellex McDonalds, diventato punto di ritrovo dei breaker milanesi. Lasciando la possibilità di percorrerle solo attraverso un corridoio interno ai nuovi negozi che prenderebbero forma dal niente. La delibera porta la firma dellassessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, e potrebbe arrivare in giunta già domani. Anche se, la scorsa settimana, ha subito una battuta darresto con lo stesso sindaco Letizia Moratti a chiedere «la massima attenzione» per un progetto che potrebbe modificare radicalmente laspetto dei portici e un intero spaccato di centro. Loperazione è proposta dal gruppo privato proprietario degli immobili e riqualificherebbe anche largo Corsia dei Servi. Non solo, permetterebbe al Comune di incassare una cifra attorno ai 6 milioni di euro per la cessione della servitù di pubblico passaggio lungo i due tratti di galleria. Che diventerebbero un unico corridoio dello shopping. La Sovrintendenza, per ora, ha dato un generale benestare, ma se la proposta andrà in porto, a cambiare volto sarà un intero quadrilatero. Allaltezza dei numeri 24, 26 e 28 di corso Vittorio Emanuele fino a largo corsia dei Servi, appunto. Oggi - dicono in Comune - sono terra di nessuno, dopo che i cinema hanno chiuso uno dopo laltro: lAmbasciatori, il Pasquirolo, il Mediolanum. Attorno alla doppia scala che un tempo portava al fast food, i ragazzi si ritrovano al pomeriggio come raccontano i segni lasciati sui muri, i clochard cercano riparo durante la notte. Le rampe sono blindate dai lucchetti e, sulle sedute centrali, si accumulano rifiuti e bottiglie vuote. Anche lattività commerciale sembra battere a un ritmo diverso rispetto al resto della via: le porte di un temporary store chiuse; lo spazio della galleria centrale, un negozio di abbigliamento, le vetrine del Pdl point, un altro "negozio temporaneo" di cui rimangono soltanto i manifesti sulle vetrine. A spegnere le luci per primi sono stati i cinema. Nella sala interrata dellAmbasciatori gli operai sono già al lavoro per svuotarla in attesa della partenza dei lavori di unimpresa privata, che qui vuole realizzare esercizi distribuiti lungo tre piani sotterranei: si chiamerà "spazio al centro". Ma è unaltra operazione, quella contenuta nella delibera, destinata a modificare laspetto della zona. Loperatore dellintero immobile vuole realizzare diverse migliaia di metri quadrati di spazi vendita, ristrutturando anche gli altri due cinema chiusi, sfruttando un piano sotterraneo e lammezzato e, soprattutto, realizzando spazi lungo le due gallerie. Verrebbero chiuse e ai passanti sarà data la possibilità di attraversarle lungo un corridoio che rimarrà, però, allinterno dei negozi. Come lo scalone dei breaker che non verrà demolito ma entrerà a far parte della nuova galleria commerciale di corso Vittorio Emanuele.
MILANO - Una nuova galleria sul Corso. In corso Vittorio Emanuele si costruisce dopo 40 anni
Il Comune di Milano ha deciso di chiudere due delle tre gallerie di largo Corsia dei Servi, recuperando migliaia di metri quadrati per megastore. La delibera, che potrebbe arrivare in giunta domani, prevede la realizzazione di nuovi negozi in corso Vittorio Emanuele, che prenderanno il posto delle due gallerie chiuse. Il Comune ricaverà 6 milioni di euro cedendo la servitù di passaggio. La Sovrintendenza ha dato un generale benestare, ma la proposta potrebbe cambiare volto a un intero quadrilatero. La zona attorno alla doppia scala che un tempo portava al fast food, è stata abbandonata e le rampe sono blindate dai lucchetti.
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