C'è il preventivo 2004 ma Pietrantonio rinvia il rendiconto ai sindacati CAGLIARI. Un consulente del nuovo sovrintendente Maurizio Pietrantonio analizzerà lo stato finanziario della Fondazione, stabilirà con precisione a quanto ammontano le perdite di bilancio e i debiti. Soltanto dopo, quando la situazione risulterà chiara, Pietrantonio riferirà ai sindacati e proporrà la sua ricetta per far uscire il teatro cagliaritano dal tunnel della crisi. Ad annunciare la scelta di andare a fondo sui conti del lirico è stato lo stesso sovrintendente, al primo incontro ufficiale con le organizzazioni territoriali e interne. Che tagliando corto sul protocollo delle presentazioni, gli hanno chiesto come intenda portare il teatro fuori dalle secche finanziarie. Pietrantonio ha preso tempo: non ho ancora i conti ha spiegato non appena li avrò parleremo di progetti. Scontate le garanzie sulle scelte artistiche: la qualità del programma resterà intatta, gli interventi saranno diretti semplicemente a ridurre gli sprechi e le spese evitabili. Un'operazione-austerità che d'intesa col sindaco-presidente Emilio Floris dovrebbe portare a un graduale risanamento dei conti in un arco .di tempo medio, prevedibilmente tre anni. I sindacati però insistono: senza un contributo straordinario da parte della Regione sono stati chiesti dieci milioni di euro il risanamento appare piuttosto problematico, per non dire impossibile. Le spese correnti non possono essere ridimensionate, le buste-paga non si toccano, i tagli annunciati da Pietrantonio sul proprio stipendio e sulle spese di rappresentanza pur apprezzabili non bastano da soli ad assicurare un rientro sulle pesantissime esposizioni, Pietrantonio aveva parlato all'atto della nomina di un tentativo al ministero dei Beni culturali; dove il sottosegretario Nicola Bono sembrava disponibile a lavorare per un ritocco al contributo governativo, oggi il più basso tra le fondazioni dei teatri lirici italiane. La pista non è stata abbandonata ma appare in salita: in una congiuntura economica critica come - quella attuale è estremamente diffìcile che il ministro dell'economia accetti di rinforzare le casse dei teatri lirici, quasi tutti in condizioni finanziarie precarie. L'unica soluzione resta quella legate ai tagli: meno programmazione; progetti e produzioni a costo contenuto, menò Liorìn Màazél è più artisti emergenti. Non è detto che allargare il campo delle scelte di programmazione a nomi meno illustri debba necessariamente abbassare l'interesse del pubblico: la qualità potrebbe addirittura guadagnarne. Intanto il consiglio di amministrazione ha approvato, con tre mesi di ritardo, il bilancio preventivo per il 2004. La conseguenza è immediata quanto positiva: con la trasmissione del documento contabile al ministero saranno sbloccati i fondi quadrimestrali di competenza del governo. Senza quelli, la Fondazione dovrebbe andare avanti con le costose anticipazioni delle banche. Nessuna modifica sostanziale secondo quanto trapela sarà apportata alla programmazione estiva elaborata da Mauro Meli: ci sono i contratti, gli impegni, non si sa se basteranno le risorse economiche. Ma intanto si va avanti. C'è da allestire il cartellone dell'Anfiteatro ligneo, l'anno scorso disertato clamorosamente dalla gestione Meli per mancanza di fondi. Si profila un ritorno, seppure parziale, dell'opera lirica nel monumento romano. I sindacati attèndono di sapere come e soprattuto con quali risorse sarà gestita questa fase di passaggio.