Martini: «Procedure più semplici ma niente deroghe» FIRENZE. Entro giugno la Toscana approverà la legge che regolamenterà la possibilità di ampliare case e villette e di ricostruire edifici degradati con una maggiore volumetria. Un sostegno all'edilizia, ma nel rispetto delle regole. Senza alcuna deroga, ma anzi incentivando bioedilizia, risparmio energetico e sviluppo di fonti energetiche alternative. Il provvedimento, che varrà diciotto mesi dalla sua entrata in vigore, è stato annunciato dalla Regione Toscana in una nota del presidente Claudio Martini. Il presidente della Regione commenta poi l'intesa sul piano casa. «Siamo passati da un decreto ad un accordo - afferma - e questo è un buon risultato. Siamo soddisfatti di aver dato il nostro contributo per realizzarlo». «Abbiamo sempre sostenuto - aggiunge - che l'idea di dinamizzare l'edilizia, in tempi di crisi come l'attuale, fosse condivisibile, ma che non si poteva procedere in deroga alle competenze e agli strumenti urbanistici. Questa idea è risultata vincente. Tutte le Regioni l'hanno condivisa. Gli ampliamenti saranno consentiti dalle leggi regionali in coerenza con gli strumenti del governo del territorio». «Sono stati cancellati - aggiunge - gli interventi dal maggior impatto e che potevano stravolgere equilibri e scelte urbanistiche come i cambiamenti di destinazione d'uso, la compravendita delle cubature, gli interventi nei centri storici, nelle aree delicate e nei parchi. Importante è anche l'impegno per la semplificazione. Sarà un miglioramento permanente delle procedure, nell'interesse dei cittadini e degli operatori economici». Legambiente Toscana sottolinea, a proposito dell'accordo sul piano casa, che è «bene aver bloccato gli aspetti più dannosi per le nostre città e i nostri paesaggi. Ma molta attenzione però, dovrà essere posta ora sulle decisioni delle Regioni che ereditano, sostanzialmente, una scatola vuota, da riempire di regole e contenuti. In Toscana parrebbero presenti tutti quei requisiti perché questo strumento possa avere un senso utile, senza trasformarlo nel grimaldello per autorizzare scempi sconsiderati». «Per questo - dice Fausto Ferruzza, direttore di Legambiente Toscana - la nostra associazione creerà subito un osservatorio per vigilare sulle scelte degli enti locali, affinché si imbocchi finalmente la strada dell'innovazione e della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, senza alcun cedimento su nuovi consumi di suolo». Secondo l'associazione, gli obiettivi di efficienza richiesti potranno essere raggiunti solo con l'obbligo di fornire la certificazione energetica a tutti gli edifici sui quali si interviene e inserendola (a regime) per tutte le compravendite, come previsto dalla Direttiva europea.