LUCCA. Adesso il Comune potrà vendere all'asta l'ex Oleificio Borella, l'ex scuola elementare di Sesto di Moriano e un terreno all'Arancio, raccogliendo 3,4 milioni di euro. La mozione è stata approvata dalla maggioranza. Governare Lucca, Pd e Rifondazione hanno votato contrari contestando numerosi punti, in particolare la vendita della scuola di Sesto. L'ex-oleificio, che sarà alienato per 2,75 milioni, occupa un'area di 4880 metri quadrati ed è situato a San Concordio in via Orzali. La scuola è stimata invece 450mila euro. Per il terreno di 570 metri quadrati, in via Giusti all'Arancio, il Comune riceverà l'introito minore: 200mila euro. L'assessore al bilancio Luca Leone ha spiegato: «Grazie al decreto legge 112 del giugno 2008 possiamo procedere molto più veloci nella valorizzazione del nostro patrimonio, poiché ora l'approvazione del piano di alienazioni costituisce al tempo stesso una variante al regolamento urbanistico e al piano strutturale». Per il complesso ex Borella viene consentito, ad esempio, di edificare fino a 13.750 metri cubi. Il consigliere Paolo Moriconi (Pd) ha sottolineato che «il provvedimento non porta benefici ai cittadini di Sesto, dal momento in cui non hanno spazi per attività culturali e associative, e la popolazione nella zona è in aumento. Dov'è finita la partecipazione dei cittadini alle decisioni, tanto sbandierata da Favilla in campagna elettorale?». I consiglieri Celestino Marchini (Pd), Antonio Sichi (Rifondazione) hanno criticato «l'utilizzo di un piano norma, invece di un piano attuativo, per l'oleificio Borella: non ci sarà il controllo del consiglio e le dovute garanzie per verde e spazi pubblici». Dura la replica del consigliere di Forza Italia Roberto Lotti: «È inutile stracciarsi le vesti per una scuola che la circoscrizione, fino ad ora, aveva a disposizione e non ha voluto o saputo utilizzare». Il Pd Antonio Bertini ha proposto che Polis utilizzi l'ex oleificio per un intervento urbanistico, «magari creando uffici per gli enti pubblici e riprendendosi l'investimento con gli affitti». Il consigliere An Fabrizio Petri si è dichiarato a favore delle vendite, mentre Mariano Puccinelli e Luigi Bertani dell'Udc hanno votato il provvedimento pur auspicando «che l'amministrazione trovi una soluzione alternativa all'alienazione dell'ex scuola». Il sindaco Mauro Favilla ha replicato alle critiche: «La vendita degli immobili è in pratica un investimento, perché ci consentirà di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per investire, invece che per le spese correnti. Il Comune ha un patrimonio immobiliare enorme: vogliamo vendere solo gli immobili sui quali non ci interessa intervenire. Infine, riguardo all'utilizzo del Piano norma, vorrei far notare che è uno strumento più logico, impiegato per le dismissioni sia dallo Stato che dalle Ferrovie, e ce lo chiede pure la Regione. Sulla scuola di Sesto vorrei far notare che in quella circoscrizione ci sono numerosi edifici da dedicare ad attività culturali e la scuola non serve. Vicino c'è ad esempio la casa del popolo». La circoscrizione 8 aveva indetto un'assemblea popolare chiedendo con un ordine del giorno di destinare l'ex scuola elementare ad attività culturali: il presidente Enzo Del Moro, i consiglieri Emanuela Bianchi e Giovanni Manfredini e alcuni abitanti erano presenti alla seduta, e hanno protestano più volte contro il sindaco e la maggioranza: «Ci dicono che abbiamo altri spazi a disposizione - spiega Del Moro - ma non è vero: gli spazi pubblici nella Casa del popolo, oltre il ponte, sono affidati a un privato, la Caffetteria del Teatro». Gabriele Olivati
LUCCA - È in vendita l'ex Oleificio Borella. Il Comune mette all'asta anche l'ex elementare di Sesto di Moriano
Il Comune di Lucca ha approvato la vendita di tre immobili: l'ex oleificio Borella, l'ex scuola elementare di Sesto di Moriano e un terreno all'Arancio. La vendita dell'ex oleificio sarà alienata per 2,75 milioni di euro, mentre la scuola di Sesto sarà venduta per 450mila euro. Il terreno all'Arancio sarà venduto per 200mila euro. La maggioranza del consiglio comunale ha approvato la mozione, mentre il Pd e Rifondazione hanno votato contrari. I critici sostengono che la vendita non porta benefici ai cittadini di Sesto e che non ci sarà il controllo del consiglio sulla valorizzazione del patrimonio.
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