Lombardo: "Incentivi per chi compra o costruisce" Legambiente attacca: "La maggior parte di quelle costruzioni è già fuori legge" Entro agosto la legge regionale di recepimento. Legambiente: "La maggior parte di quelle costruzioni è abusiva" Villette da ampliare, record in Sicilia Il piano interessa 500 mila case. Lombardo: "Incentivi per chi compra" Sono oltre mezzo milione gli edifici interessati in Sicilia dal piano casa di Berlusconi, che autorizza lavori di ampliamento in ville e villette di volume sino a mille metri cubi. Il governatore Lombardo annuncia che recepirà il testo con alcune modifiche: contributi per lacquisto della prima casa e per linstallazione di pannelli fotovoltaici. Legambiente: «Si premiano gli abusivi». Mezzo milione. Eccolo, il numero degli edifici interessati in Sicilia dal piano casa di Berlusconi: ville, villette, gli «appartamenti mono o bifamiliari» di cui ha parlato il premier, loggetto insomma dellaccordo fra il governo nazionale e le Regioni. Il testo su cui si è trovata lintesa a Roma indica la possibilità di ampliare almeno del 20 per cento, in deroga ai piani regolatori, edifici residenziali di volume massimo di mille metri cubi. Una misura scritta per rimettere in moto ledilizia che, stando alle prime stime dellamministrazione, avrà un impatto non indifferente sul territorio dellisola. Il beneficio dovrebbe riguardare tutte le costruzioni a uso abitativo con almeno un piano fuori terra. «Sono questi edifici a costituire lo spazio di operatività della futura legge», afferma Antonio Tumminello, dirigente dellufficio del dipartimento Territorio che si occupa di statistica. E, stando allultimo censimento Istat, in Sicilia sono 428.756 le case di questo tipo. «È un numero in difetto, - osserva Tumminello - considerato che dallultimo censimento sono passati otto anni. Viste anche le recenti percentuali di rilascio di licenze edilizie per costruzioni di questo tipo, la cifra complessiva non dovrebbe essere inferiore al mezzo milione». Di certo, questa categoria di edifici rappresenta nellIsola quasi un terzo dellintero patrimonio residenziale: esattamente il 31,7 per cento. Media superiore rispetto a quella nazionale (22,6). Il maggior numero di «villette» ricade in provincia di Trapani (circa 74 mila), poi Catania (73.964) e Palermo (60.834). Ma non è da escludere che fra le costruzioni interessate dal piano casa (mille metri cubi corrispondono, secondo gli indici residenziali, a circa 330 metri quadri) rientri anche parte degli edifici con due piani fuori terra, che in Sicilia sono in tutto 587.353. Il piano dovrà essere recepito adesso dalle Regioni. Lassessore ai Lavori Pubblici, Luigi Gentile, conferma che le norme sullampliamento degli edifici, ovvero il cuore dellintervento, saranno recepite anche in Sicilia. «Cercheremo di non derogare dalla quota del 20 per cento di ampliamento massimo degli edifici, malgrado il testo nazionale preveda delle eccezioni sino al 35 per cento», afferma Gentile. Il governatore Raffaele Lombardo, che sin dallinizio aveva espresso perplessità sul piano casa di Berlusconi, rimane prudente: «La Sicilia ha potere legislativo assoluto in questa materia e già sta discutendo diversi disegni di legge: si arriverà a un testo che avrà molte cose in comune con il piano del governo, ma si discosterà per alcuni aspetti. Prevederemo degli incentivi, perché oggi costruire 70 metri quadrati comporta gravi sacrifici finanziari che molte famiglie non possono sostenere». Lobiettivo del governo Lombardo è quello di rilanciare una politica di sostegno per chi acquista la prima casa, attraverso contributi per labbattimento degli interessi dei mutui. Il presidente aggiunge che «ci saranno anche misure adeguate per chi vive in condominio». E gli incentivi, dice ancora, vanno studiati anche per chi accetta di «abbattere una costruzione abusiva per costruirne unaltra» o per chi «possiede una casa nei centri storici, oggi ghetti per immigrati». Con un paletto: «Bisogna impedire che si costruisca dove ci sono state le sanatorie». Pino Apprendi, deputato del Pd, condivide lidea di «aiutare quei cittadini che non hanno ancora la prima casa. Ma i fondi dovranno essere destinati alla messa in sicurezza di edifici pubblici tra cui scuole e ospedali». Legambiente è critica: «Il nostro territorio - dice il presidente siciliano Mimmo Fontana - verrà aggredito da una nuova colata di cemento. Ville e villette oggetto della riforma sono state realizzate, per la maggior parte dei casi, abusivamente. Per questo motivo il piano rischia di assumere, in Sicilia, una portata ancora più grave, trasformandosi nellennesimo premio per i furbi».