Parla lassessore regionale Mario Di Carlo. "Così abbiamo scongiurato una disordinata occasione per allargare residenze e palazzi" "E faremo una corsia preferenziale per dividere i grandi appartamenti" «La Regione Lazio attraverso le Ater ha 90 mila appartamenti di cui 56 mila a Roma: questo significa che con il 20 per cento in più poterne fare 20 mila nuovi, elevando, e 30 mila abbattendo e ricostruendo. Questo sulla carta ma bisogna togliere quella parte del patrimonio vincolato». Mario Di Carlo, assessore regionale alla Casa ha le idee chiare sul piano appena varato. Quali sono le zone della città che potrebbero essere maggiormente soggette a cambiamenti? «Pensiamo a Corviale, a Tor Bella Monaca o al Laurentino 38. Tipologie edilizie per case popolari di grande concentrazione. Quindi case inutilmente concentrate pur avendo intorno spazi molto ampi. Un utilizzo anche solo parziale della demolizione e ricostruzione potrebbe eliminare leccessiva concentrazione appunto. Pensiamo per esempio a Corviale che avrebbe una nuova qualità edilizia per le case popolari che potrebbero essere ricostruite negli spazi circostanti, un po come la Garbatella». Cera il vecchio tema della divisione degli appartamenti grandi. È ancora ritenuta una cosa fattibile? «Sì, nella legge che faremo i frazionamenti dovranno avere una corsia preferenziale perché i nuclei familiari si sono ridotti, ben il 35 per cento sono costituiti da ununica persona sopra i 65 anni. Sveltire i frazionamenti potrebbe tra laltro consentire alle persone anziane di avere una forma di reddito sia dalla vendita della metà dellappartamento sia dallaffitto». Uno dei problema è la disponibilità delle nuove aree nel Lazio? Come pensate di risolverlo? «Ci sono due problemi uno è legato al costo delle aree, e questo vale sia su Roma che nelle zone turistiche, per consentire unoperazione di demolizione e ricostruzione; e laltro è che bisogna tenere insieme intervento pubblico e intervento privato perché il pubblico negli ultimi decenni ha costruito solo ghetti. Questo daltra parte è lo spirito dellhuosing sociale che alterna ceti e tipologie edilizie in modo da consentire la permeabilità sociale». Qual è la controindicazione di questa legge? «Cera il pericolo che questo intervento di rilancio delleconomia passando per ledilizia venisse percepito come una sorta di disordinata occasione per allargare case o palazzi e investire quei soldi che oggi non vengono investiti facilmente. Ma lo abbiamo scongiurato» Ci anche delle difficoltà nellapplicazione? «Il decreto che deve fare il governo per semplificare le procedure mincuriosisce molto. Dovrebbe riguardare la certificazione antincendio, quella sismica, i beni culturali e ambientali, temi molto difficili da affrontare e ieri se nè avuta una riprova: il decreto doveva essere presentato ieri al Consiglio dei ministri, poi nella seconda stesura per le difficoltà incontrate si erano impegnati a farlo tra una settimana. Alla fine nellaccordo definitivo si sono dati dieci giorni». (anna maria liguori)
PIANO CASA - Ora 20mila abitazioni popolari e via a demolizioni e ricostruzioni
L'assessore regionale Mario Di Carlo della Regione Lazio ha parlato di un piano per rilanciare l'economia attraverso la demolizione e ricostruzione di edifici. Il piano prevede la creazione di nuove aree residenziali e la divisione di grandi appartamenti in case popolari. Di Carlo ha menzionato zone come Corviale, Tor Bella Monaca e il Laurentino come potenziali aree di intervento. Ha anche parlato della necessità di una corsia preferenziale per i frazionamenti degli appartamenti grandi. Il piano è stato varato e il governo deve ora semplificare le procedure per la sua applicazione.
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