Dai sottotetti a Corviale, ecco il piano casa "Rilocalizzare ledilizia intensiva dal Tuscolano alla Magliana". Norme sui "soppalchi" Con un tour de force nella notte in via della Stamperia, sede del Ministero delle Politiche regionali, è stata raggiunta lintesa tra governo e Regioni sul piano casa. «I lavori del tavolo delle Regioni sono stati proficui anche se faticosi. Abbiamo raggiunto laccordo a mezzanotte» racconta Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della Casa della Regione. Il governo ha poi ratificato lintesa nella Conferenza Stato - Regioni ieri mattina. E la Regione Lazio ha fatto la sua parte sullaccordo: si è impegnata, come le altre, entro 90 giorni a legiferare sullintroduzione di un premio di cubatura del 20 per cento per le abitazioni mono e bifamiliari con un tetto massimo di 200 metri cubi ad esclusione dei centri storici e delle aree vincolate. Qualora le regioni non legiferino, accettano di essere sostituite dalla Stato che adempierà la legge al posto loro. E lo stesso provvedimento prevede la demolizione e la ricostruzione di edifici, con un premio di cubatura che può arrivare fino al 35 per cento se la ricostruzione avviene con i criteri di efficienza energetica di miglioramento della qualità estetica e di modernizzazione degli edifici. Lo Stato entro 10 giorni dalla ratifica dellaccordo, attraverso un decreto legge per le materie di sua competenza (antisismico, i beni ambientali e culturali, antincendio ecc.), provvede alla semplificazione delle procedure. Il presidente della Regione Piero Marrazzo: «Ora ci metteremo subito allopera per dare ai cittadini del Lazio un quadro normativo preciso per interventi che stimolino leconomia e tutelino il territorio». A Roma, sul tema dellelevazione del 20 per cento «potrebbero essere interessati secondo lultima stima delle mappe catastali, il 37 per cento degli edifici fuori dal centro storico» annota Di Carlo. Oppure nei quartieri romani a grandissima densità come Magliana, Tuscolano, Viale Marconi il piano consente di rilocalizzare alcuni palazzi nati dallespansione delledilizia selvaggia degli anni 5060 e ricostruirli altrove con il 35 per cento in più. Si potrebbe così buttare giù un brutto palazzo di 6 piani e farne uno da 9, guadagnando 12 appartamenti e al posto di quello abbattuto creare una piazza, un giardino o un parcheggio. Una soluzione che potrebbe essere usata anche per gli insediamenti delle case popolari: lesempio più eclatante, Corviale: potrebbe essere demolito anche parzialmente e le cubature potrebbero essere costruite meglio altrove. E, osservano allassessorato alla Casa, «dalle demolizioni alle ricostruzioni con premio di cubatura, si potrà alzare lo standard degli immobili romani che hanno per la maggior parte una qualità strutturale modesta». «Nel Lazio poi è un utile strumento per affrontare anche leccessiva cementificazione soprattutto sulle coste - spiega Antonio Zanon, vicepresidente della Commissione regionale Lavori pubblici a casa - ad esempio se cè una brutta costruzione sulla spiaggia di Torvajanica, con il premio di cubature il proprietario è invogliato a demolire e a ricostruire più indietro. Ci guadagna lui e libera la spiaggia per riconsegnarla alla comunità». E da ieri la Regione ha varato anche una sua novità. Si possono ricavare nuove abitazioni nei sottotetti già esistenti per rispondere allemergenza casa senza aumenti di cubature (salvaguardando quindi la sagoma dellimmobile) e senza consumare ulteriore territorio. Lo prevede una legge approvata ieri allunanimità dal Consiglio regionale, primo firmatario Zanon. A ricadere nella legge saranno i locali con unaltezza media di 2,40 metri (2,20 per i locali di servizio) con la possibilità, per rientrare in questi limiti, di apportare piccole modifiche o di abbassare il solaio sottostante. E, oltre Roma, il provvedimento interessa anche a chi abita nei piccoli centri e nelle località turistiche.