ROMA. Che cosa è cambiato rispetto al primo testo del governo Berlusconi? «Il decreto sarà light», spiegano i tecnici del governo che da ieri sono al lavoro per rimettere in piedi le norme che recepiscono l'accordo con le Regioni. Un modo per garantire un margine sostanziale all'autonomia e alla discrezionalità delle Regioni. Il decreto conterrà dunque solo le linee guida per le leggi regionali. Dovranno esserci le semplificazioni delle procedure di competenza statale delle norme edilizie, ma dovrà anche lasciare campo libero alle singole Regioni. E sui tempi e le forme di intervento spuntano cambiamenti decisivi rispetto ai testi precedenti. Saranno in particolare le Regioni ad individuare gli ambiti in cui l'aumento delle cubature è escluso o limitato, con riferimento esplicito ai beni culturali, paesaggistici e alle aree di pregio. Tutti gli interventi non possono riferirsi a edifici abusivi, nei centri storici o nelle zone di inedificabilità assoluta. Sarà poi ancora la normativa regionale ad individuare le aree urbane degradate nelle quali favorire gli interventi. Le amministrazioni portano a casa un risultato positivo e rimettono in carreggiata il progetto del governo che presentava numerosi punti oscuri, se non altro perché andava a sbattere con una materia compresa nel capitolo della legislazione concorrente. Le Regioni avranno 90 giorni di tempo per legiferare e, d'intesa con i Comuni, regolamentare gli interventi sulle abitazioni uni-bifamiliari per l'aumento di volumi entro il limite del 20 per cento. A partire dall'approvazione della disciplina regionale ci saranno 18 mesi di tempo per fare i lavori, salvo che le singole Regioni dispongano diversamente. Anche per quanto riguarda gli aumenti delle volumetrie si stabilisce con chiarezza che questi dovranno soddisfare criteri di qualità architettonica, efficienza e utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Secondo i paletti messi dalle Regioni, non basterà dunque allestire i bagni con i rubinetti per il risparmio idrico, ma sarà necessario intervenire in modo più consistente nel solco della sostenibilità ambientale. Un modo per evitare scempi e abusi e spingere verso l'uso delle fonti energetiche rinnovabili. In caso di inadempienza legislativa da parte delle Regioni entro i termini dei 180 giorni, sarà il Governo d'intesa con i presidenti regionali ad intervenire sulle procedure per dare attuazione all'accordo firmato dalla Conferenza unificata. Nella trattativa è invece saltata la richiesta delle Regioni per l'utilizzo del maggiore gettito dell'Iva per finanziare progetti di edilizia sociale. Un impegno che il Governo ha accolto, solo prevedendo l'aumento delle risorse senza definirne la quantità e compatibilmente con le condizioni di cassa, per sostenere l'edilizia residenziale pubblica del piano già sottoscritto con le stesse Regioni.
PIANO CASA - TOSCANA - Dopo l'ok regionale 18 mesi di tempo per i lavori
Il governo ha presentato un nuovo decreto per l'aumento delle cubature in edifici, che sarà approvato dalle Regioni entro 90 giorni. Il decreto contiene solo le linee guida per le leggi regionali e lascia campo libero alle singole Regioni per individuare gli ambiti in cui l'aumento delle cubature è escluso o limitato. Le Regioni dovranno individuare le aree urbane degradate nelle quali favorire gli interventi. Il governo ha anche stabilito che gli aumenti delle volumetrie dovranno soddisfare criteri di qualità architettonica, efficienza e utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.
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