VERONA Sette milioni di euro in meno. La cifra è quanto la Fondazione Cariverona avrebbe valutato al ribasso la stima fatta dal Comune su palazzo Forti, pari a 39,5 milioni. Sembrava che l'accordo per la permuta dell'area dell'ex Mercato ortofrutticolo (valutata poco meno di 40 milioni di euro) con la sede della Galleria d'arte moderna fosse ormai cosa fatta. E che si fosse trovata la quadra sui valori dei due beni da scambiare. Invece potrebbe crearsi un'empasse di natura economica. La Fondazione, proprietaria (insieme a Banco Popolare e Cattolica) dell'area di fronte alla Fiera, per palazzo Forti non sarebbe disponibile, infatti, a pagare più di 32 milioni di euro. Puntando a portare a casa qualcosa in più oltre all'edificio storico, magari denaro contante per le proprie casse. Per scambiare l'intero capitale della Polo Finanziario Spa (in pratica l'ex Mercato ortofrutticolo) con il palazzo, la Fondazione avrebbe quindi chiesto al Comune di colmare la differenza tra le due stime. Resterebbero scoperti circa 7 milioni di euro: tanto quanto l'amministrazione comunale dovrebbe poi saldare a margine della permuta dell'isolato Forti. A palazzo Barbieri, bocche cucite sulla questione. Eppure, a margine della giunta di ieri mattina, c'è stato un incontro tra i vertici della Fondazione Cariverona, il sindaco Flavio Tosi e l'assessore al Patrimonio Daniele Polato. Ufficialmente per valutare le ultime adempienze amministrative per chiudere l'operazione. Ufficiosamente, invece, potrebbe essere stata l'occasione per mettere sul piatto la nuova richiesta della Fondazione. Anche se l'assessore Polato smentisce chiaramente quest'ultima possibilità: «Nell'incontro spiega si è discusso solo delle ultime formalità burocratiche da sbrigare e non si è nemmeno sfiorato l'argomento stime. Per quanto ne so la nostra posizione e quella della Fondazione sono rimaste le stesse».