VENEZIA Mancano tre mesi, il calendario completo ancora non c'è ma sui concerti di piazza San Marco piovono già le prime critiche. A lanciarle, con pacatezza ma senza mezze misure è l'associazione Piazza San Marco con il suo presidente Alberto Nardi: «Quest'anno si sono mossi in anticipo ma a giudicare dal programma che ci ha anticipato la Venezia Marketing ed Eventi mi sembra che le cose per la piazza non migliorino, anzi. Più eventi, più occasioni per fare business da parte degli organizzatori, nomi di basso livello, insomma così mi pare che non vada proprio». Dal primo piano del Caffè Quadri guarda in giù, Nardi, verso le Procuratie e scuote la testa. «I veneziani dovrebbero parlarne di più, forse non si rendono conto ma in questo modo si svende la città ingessando la piazza per quasi tutta l'estate». Sulla svendita forse è ancora presto per parlare ma l'effetto-sarcofago (combinazione tra cantieri e mega- palco) a San Marco sembra assicurato. E per un lungo periodo. Se consideriamo che il primo evento in programma (quello sponsorizzato dalla Swatch con un performer austriaco sotto i riflettori) è previsto per la fine di giugno e l'ultimo (Paolo Conte?) andrà in scena ai primi di agosto, la piazza potrebbe ospitare la struttura sotto l'ala napoleonica a sua volta in parte già incartata per due mesi compreso montaggio e smontaggio. Se sommiamo i cantieri delle Procuratie nuove, di quelle Vecchie (tra poco), del Campanile, della Marciana, del Ducale (dentro e fuori) e del ponte dei Sospiri, ai turisti resta ben poco da vedere e fotografare. Proprio per questo affollamento e anche in vista degli spettacoli estivi, il prossimo 9 aprile ci sarà una conferenza dei servizi tra tutti i soggetti che operano in Piazza, dalla sovrintendenza all'assessorato ai lavori pubblici, all'associazione Piazza San Marco, appunto. Che, in attesa dell'incontro, rilancia: «L'altro punto fondamentale, legato a quello del palco, è quello del numero degli eventi dice Nardi . Ma non dovevano essere tre e nessuno a scopo di lucro? Qui mi sembra che il business si allarghi sempre di più e alle spalle della Piazza, perdippiù. Con questi concerti prosegue a guadagnarci saranno solo gli organizzatori, di certo non la città. Il pubblico che verrà a vedere Massimo Ranieri, con tutto il rispetto, arriverà al massimo dall'hinterland ». E la soluzione qual è? «Basta con i concerti nelle piazze storiche, ogni evento ha il suo luogo dice Nardi se proprio vogliamo fare un evento a San Marco lo si faccia pure. Ma uno soltanto. Un grande nome per beneficienza e stop». La direzione presa però non è questa, anzi. Quest'anno gli appuntamenti potrebbero essere sette, forse otto. Tutti coordinati dalla Venezia Marketing ed Eventi. Che per ogni singolo evento ricaverebbe dei fondi con cui poi organizzare le manifestazioni storiche nel corso dell'anno.