SASSARI. C'è ancora cautela. Ma l'ultima versione del piano casa nell'isola suscita consensi. Con qualche riserva. A parti invertite rispetto alle prime ipotesi, però. Sono adesso i costruttori a nutrire più dubbi (sulle chance di rilancio) e gli ambientalisti a mostrare gradimento (sulla tutela del patrimonio storico e naturalistico). Tutti vogliono comunque attendere le mosse finali della Regione prima di un giudizio conclusivo. La Sardegna ha competenza primaria sull'urbanistica: e dunque ogni parere definitivo è rimandato a quando l'amministrazione sarda varerà la nuova legge. Tore Cherchi, sindaco di Carbonia e presidente nell'isola dell'Associazione dei Comuni, non nasconde la soddisfazione. «L'Anci nazionale ha già dato la sua approvazione alle decisioni scaturite dal consiglio dei ministri - spiega - Non c'è dubbio che il provvedimento sia stato migliorato. E notevolmente. Appare più adeguato persino rispetto al precedente testo disconosciuto da Berlusconi». Secondo Cherchi l'intesa raggiunta tra Governo e Regioni modifica in modo radicale l'impostazione originaria. Viene rispettata la competenza legislativa primaria, sono garantite le autonomie degli enti locali ed è assicurata la salvaguardia sia del territorio sia dei beni architettonici. «Come Anci noi non avevamo espresso un "no" pregiudiziale - sottolinea Cherchi - Ci siamo limitati a indicare la correttezza di una strada che ora l'esecutivo mostra di voler seguire. E di questa marcia indietro siamo contenti. Non rimane che aspettare i provvedimenti legislativi che la Regione adotterà nei 90 giorni previsti». Meno convinto l'architetto Salvatore Orani, responsabile dell'Ance per il Nord Sardegna. L'associazione costruttori era convinta che si aprissero maglie più massicce. «Mi pare di capire che gli unici autorizzati siano i micro-interventi, perlopiù in situazioni di non ampio respiro - rileva - In questo senso non vorrei che tutto si traducesse in una specie di accertamento di conformità, con oneri e spese non lontani dall'opera che s'intende realizzare in concreto. Forse saranno felici gli artigiani, non noi che puntavamo a una ripresa del settore con strumenti forti». Gli industriali, in ogni caso, vogliono comprendere meglio che cosa succederà con il varo della normativa locale. «Non sarebbe sbagliato se in quest'àmbito si pensasse d'inserire agevolazioni e incentivi per i privati - commenta Orani - Oggi molti contano sulla legge regionale numero 32 per abbattere i mutui casa. Bene, ritengo che si dovrebbe studiare a livello isolano qualche altra misura integrativa per dare contributi a fondo perduto o possibilità di risparmio fiscale a chi intende investire nell'edilizia». Il dirigente regionale di Legambiente Vincenzo Tiana rammenta in premessa come sia stata confermata la competenza primaria sulla materia. «Si ridimensiona poi la portata degli interventi ipotizzati e li si riporta nell'alveo della correttezza e del rispetto delle regole - prosegue - I premi volumetrici sono concessi a patto che sia esibita una certificazione energetica sul minor consumo. Vengono inoltre rispettati centri storici e aree tutelate. Adesso come Legambiente vigileremo perché in sede di recepimento tutta la somma di questi strumenti sia rapportata al piano paesaggistico regionale, senza deroghe o ampliamenti di edifici abusivi». L'intera questione, nelle ultime settimane, è stata seguita anche dal Sunia, il sindacato degli inquilini. «Ce ne siamo occupati proprio in un recente direttivo facendo un distinguo tra l'insufficienza di alloggi popolari e le attese dei piccoli proprietari come dei nostri iscritti per una nuova boccata d'ossigeno nel settore», chiarisce l'avvocato Marco Cuccu, in Sardegna coordinatore delle diverse organizzazioni territoriali. Che poco dopo aggiunge: «Questa legge così come è stata impostata non è sicuramente una fregatura né favorisce le speculazioni. Anzi, dà speranza a tanti che vorrebbero trovare soluzioni per risolvere qualche problema e assicurarsi una modesta rendita per sopravvivere, magari affittando e ottenendo così un'integrazione di reddito altrimenti insufficiente. In questo senso le misure governative sono adeguate a spingere i piccoli proprietari a investire». «Così come impostato il provvedimento governativo mi pare destinato a produrre un effetto pressoché nullo in Sardegna - fa notare l'ex assessore regionale all'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, del Pd - Non si potranno infatti superare i vincoli, soprattutto sulle fasce costiere e nei centri storici. Come aree operative, dunque, restano semplicemente un po' di zone B a pianificazione limitata e zone C di completamento edilizio». «Allora spero - prosegue Sanna - che la Regione possa orientarsi, piuttosto che su eventuali modifiche del piano paesaggistico che richiederebbero in ogni caso almeno un anno di tempo, sull'impiego della nuova legge per utilizzare al meglio e integrare le centinaia di milioni già stanziati per il recupero in edilizia». Secondo l'ex assessore regionale, si riuscirebbe così a dare una risposta ancora più concreta alla fame di alloggi in diversi contesti urbani. «Tenendo conto della programmazione in corso - è infatti la sua conclusione - si potrebbero costruire tante case in più con un ampliamento della pianificazione fino a oggi preventivata».