NAPOLI (c.c.) - Sabato prossimo il sindaco Rosa Russo Iervolino visiterà il cantiere della Metropolitana di Piazza Municipio. In merito ai lavori in corso e sulla tutela delle opere archeologiche il sindaco, non ha usato giri di parole. Sogno una metropolitana compatibile con i reperti archeologici. Una mefropolitana archeologica. La nostra città ha urgenza di finire i lavori - ha affermato il sindaco - ma ogni volta che ci mettiamo al lavoro troviamo reperti archeologici di grandissimo valore e giustamente dobbiamo fermare tutto . Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della commissione consiliare alla cultura Pasquale Sannino. E' giusto e sacrosanto rispettare i tempi per realizzare le stazioni del Metrò - afferma - Ma è necessario valorizzare le opere archeologiche che emergono e non disperdere le professionalità dei lavoratori addetti al restauro artistico. Promuover una riunione per ascoltare i lavoratori - aggiunge - contestualmente chieder la presenza dell assessore alla cultura Nicola Oddati. Nei prossimi mesi potranno essere utilizzati nella nostra città milioni di euro per il centro storico e la cultura. Perche i lavoratori del restauro devono emigrare? . Nel frattempo, associazioni e comitati esprimono dubbi sulla gestione dei lavori. Che fine fanno i reperti archeologici rinvenuti nei cantieri del Metr ? Si possono restaurare in fretta giacimenti culturali emersi dal sottosuolo? Quante risorse provenienti da fondi ordinari e straordinari sono state stanziate per il restauro delle opere? Alcune associazioni hanno diffuso foto e video. Si vedono ruspe che coprono gli scavi archeologici di piazza Municipio con il terreno e i detriti, alimentando proteste e indignazione. Le immagini del presunto scempio stanno facendo il giro del mondo. Stando ad alcune indiscrezioni raccolte a Palazzo San Giacomo è imminente un'ispezione di funzionari dell'Unesco. Dunque, emerge la necessità non rinunciabile di un'attività di progettazione trasparente e duttile. Poiché infatti l'attività prevalente negli scavi della metropolitana - ha affermato l'urbanista Giulio Pane - è stata finora quella della documentazione e del rilievo delle emergenze archeologiche, sembra quasi che la problematica di restauro, non sia stata affatto ajfrontata . Insomma, si sarebbe dovuto revisionare la progettazione almeno delle stazioni allo scopo di ridurre al massimo l'impatto dell'intervento e consentire non già quel rilievo da Croce Rossa, ma salvaguardare i resti lì dove essi si trovavano. Cosa non solo non difficile, per chiunque sia in grado di articolare un progetto di restauro appena complesso, ma persino largamente auspicabile, in nome di una convivenza e compresenza testimoniale che viene sempre pi minacciata dalle istanze univoche dell'impazienza e della fretta.