ROMA «I proprietari di abitazioni uni-bifamiliari possono già chiamare iprogettistie commissionargli ilavoro». Così Silvio Berlusconi sintetizza l'intesa sul piano casa siglata ieri mattina con Regioni e Autonomie locali. Dopo la Conferenza unificata del primo mattino, anche il Consiglio dei ministri ha ratfficato l'accordo raggiunto nellanotte fra il ministro delle Regioni, Raffaele Fitto, e i Governatori. Ora ci sono tutt i timbri. I momenti attuativi dell'intesa saranno due: un decreto legge sulle semplificazioni di competenza statale, che sarà approvato dal Governo la prossima settimana; leggi regionali che dovranno essere varate entro 90 giorni e dovranno contenere il cuore dell'intervento dirilancio dell'edilizia. Nelle leggi regionali ci saranno le norme che liberalizzano gli ampliamenti con il 20 di incrementi di cubatura per tutte le abitazioni uni-bifamiliari e per palazzine di volumetria complessiva inferiore amille metri cubi. Interventi possibili anche per immobili a uso diverso dall'abitativo. Il protocollo Governo-Regioni prevede un limite di ampliamento di 200 metri cubi «Ma le Regioni potranno derogare», ha sottolineato il premier. Esclusi i condomini, gli edifici abusivi, quelli situati nei centri storici e nelle aree di inedificabifità assoluta. Qualche ulteriore precisazione dal presidente del Consiglio: «Le villette a schiera sono considerate abitazioni monofamiliari; se hanno un giardino, sarà possibile ampliarle». Berlusconi ha anche rilanciato le stime Cresme: «Si metteranno in moto almeno 60-70 miliardi». Ha ringraziato i presidenti delle Regioni perla collaborazione. Ha confermato che il decreto servirà a sburocratizzare. Ha sottolineato la nuova stagione dell'abbattimento degli edifici obsoleti, che pure sarà inserito nelle leggi regionali con premi di cubature aggiuntive del 35 alla demolizione-ricostruzione. E soprattutto il premier ha enfatizzato e fatto propria la terza parte dell'intesa, quella voluta dalle Regioni per il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica. L'ha fatto a proprio modo, parlando delle «new towns» che intende realizzare, di un progetto per dare casa alle giovani coppie, di «un grande piano casa per chi la casa non ce l'ha». Il Governo, in concreto, si impegna a riaprire la trattativa e reperire altre risorse: ha recuperato 200 milioni dei 550 che erano stati tagliati, ora promette di andare oltre. ilpresidente dei Governatori, Vasco Errani, incalza: «Il vero piano casa è dare risorse perl'affitto sociale». Per il decreto legge sulle semplificazioni quella di ieri è, in realtà, una mezza battuta d'arresto. il Governo non ce rha fatta a trovare un'intesa su procedure chevanno a intaccare molti poteri ministeriali: si pensi alla valutazione ambientale strategica (Ambiente), alle autorizzazioni paesaggistiche (Beni culturali e Sovrintendenze), riforme del testo unico per l'edilizia (Infrastrutture) sui titoli abilitativi, autorizzazioni anti sismiche. Anche il Quirinale è attento ai poteri dei Sovrintendenti e alla tutela del patrimonio. Le bozze dei giorni scorsi sono state così accantonate in vista del concerto che dovrà avvenire su due fronti: all'interno del Governo e con le Regioni. Tutto rinviato di dieci giorni, come era già chiaro da martedi sera. Dal protocollo è anche saltato l'elenco delleproceduré interessate su cui c'era intesa. il punto di dissenso riguardava l'eliminazione totale del permesso di costruire cheBerlusconivorrebbe inserire nel decreto legge. Le Regioni concordano conio spostamento di tipologie edilizie verso la pi semplice denuncia diinizio attività (Dia), ma sulla questione sono pi prudenti. Numerose le reazioni che niconosconoalpiano casadioggimaggiore equilibrio. Anche dal mondo delle associazioni di tutela ambientale. «Bene l'intesa Stato-Regioni - dicono il Fai e il Wwf - ma rimangono molte preoccupazioni sulla tutela dei beni naturali e culturali». Dalle opposizioni politiche si marcano i cambiamenti del piano. «Il piano Berlusconi non c'è più», dice il leader pd Franceschini Casini parla di «pressapochismo di Berlusconi per aver annunciato il piano 20 giorni fa». Di Pietro dice che è stato «respinto il colpo di mano del Governo».