Pisa. Prosegue il trasferimento dell'ospedale a Cisanello. In autunno sarà inaugurato il nuovo Pronto Soccorso PISA. Si velocizzano i tempi per il trasferimento dell'ospedale nel nuovo presidio di Cisanello e nello stesso tempo prende il via con decisione il piano per il nuovo assetto urbanistico dell'ospedale Santa Chiara. Entro la fine dell'anno sarà pronto a Cisanello il nuovo Dea-Dipartimento di Emergenza e accettazione, un blocco integrato dove troveranno posto il Pronto Soccorso e tutte le unità operative collegate all'emergenza. Contestualmente, pressappoco nello stesso periodo, sarà approvato il piano di recupero del Santa Chiara, secondo il progetto dell'architetto David Chipperfield. A ottobre il sì al piano di recupero del S. Chiara L'incarico affidato a Chipperfield: il primo passaggio in consiglio comunale a inizio estate Si velocizzano i tempi per il trasferimento dell'ospedale nel nuovo presidio di Cisanello e nello stesso tempo prende il via con decisione il piano per il nuovo assetto urbanistico dell'ospedale Santa Chiara. Entro la fine dell'anno sarà pronto a Cisanello il nuovo Dea-Dipartimento di Emergenza e accettazione, un blocco integrato dove troveranno posto il Pronto Soccorso e tutte le unità operative collegate all'emergenza. Contestualmente, pressappoco nello stesso periodo, sarà approvato il piano di recupero del Santa Chiara, secondo il progetto dell'architetto David Chipperfield, vincitore del concorso internazionale. Nel progetto di Chipperfield la clinica chirurgica del Santa Chiara diventerà un albergo, il pronto soccorso sarà spazzato via, il tratto finale del muro dietro le bancarelle vicino piazza Manin sarà abbattuto e sarà creato un porticato che alla fine di via Nicola Pisano con via Salvi, entrerà all'interno dell'area per terminare in piazza dei Miracoli. Proprio sotto il porticato troveranno posto le bancarelle. Gli edifici storici saranno tutti mantenuti, ci saranno poche realizzazioni nuove, mentre gli edifici che non hanno alcun pregio saranno demoliti. E ci sarà una particolare attenzione per gli spazi verdi. Nella nuova fisionomia dell'area Santa Chiara che, se tutto andrà bene, troverà il suo completamento nel 2016 (ma i primi lavori potrebbero partire già all'inizio nel 2010), gli undici ettari ora occupati da cliniche, dipartimenti e laboratori saranno trasformati in alberghi, ristoranti, residenze, poste, banche, sedi espositive, biblioteche (una andrà al posto dell'attuale clinica Oculustica) e negozi. Si riparte così a passi spediti, dopo una fase di stallo comunque non lunga, verso l'affidamento dell'incarico di progettazione del nuovo assetto urbanistico dell'area limitrofa alla Torre di Pisa, dopo il concorso internazionale di idee bandito nell'ambito dell'accordo di programma fra i vari enti coinvolti nel trasferimento a Cisanello dell'ospedale e della facoltà di Medicina e Chirurgia e che aveva sortito un certo successo, per la qualificata presenza di studiosi da tutto il mondo. A sancire ufficialmente l'inizio della fase decisiva dell'intesa tra Azienda ospedaliera universitaria pisana, Università di Pisa, Comune, Regione Toscana e Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, è stato il protoccolo d'intesa firmato proprio ieri che formalizza i trasferimenti dei reparti ospedalieri e delle cliniche universitarie da Santa Chiara a Cisanello, con conseguente liberazione degli edifici occupati, indicando i tempi di approvazione del progetto esecutivo del completamento di Cisanello, le conseguenti gare e l'esecuzione delle opere. Nello stesso tempo è stato appunto affidato all'architetto David Chipperfield l'incarico di progettazione del nuovo assetto urbanistico dell'area che per secoli ha ospitato l'ospedale e i cui immobili, dopo opportuni cambi di destinazione d'uso, saranno valorizzati e alienati, nel rispetto dell'interesse pubblico e dello sviluppo sociale ed economico della città. Entro la fine di luglio il piano di recupero sarà adottato e, a ottobre, approvato definitivamente. La Regione ha già messo a disposizione dell'Università il "fondo di rotazione per anticipazione alle aziende sanitarie di risorse provenienti da alienazioni" di cui alla legge 71 del 2004, come volano finanziario per realizzare le nuove opere a Cisanello, in attesa dei proventi derivanti dalla vendita degli immobili del Santa Chiara. Fra questi, alcuni verranno demoliti in tempi brevi mentre, per altri, è prevista una riutilizzazione provvisoria in ambito non sanitario. Aoup, Università e Azienda regionale per il diritto allo studio universitario si sono anche impegnati a bandire le gare di appalto dei vari lotti del completamento del nuovo presidio ospedaliero, secondo il programma stabilito. Il Comune penserà poi a convocare le conferenze dei servizi finalizzate all'approvazione di tutti i relativi progetti definitivi. Infine, Aoup e Comune stipuleranno, nei prossimi giorni, un accordo approvato dal consiglio comunale del 26 febbraio scorso, che riguarda la realizzazione della viabilità e di una parte dei parcheggi, opere previste nel piano attuativo del nuovo ospedale di Cisanello, con l'obiettivo di migliorare l'assetto infrastrutturale anche in vista dei prossimi trasferimenti del Dipartimento emergenza-urgenza, secondo la tabella di marcia: tra l'altro è in fase avanzata di aggiudicazione la gara per la progettazione esecutiva e direzione dei lavori del secondo potenziamento. IL TRASFERIMENTO A CISANELLO OSPEDALE Il progetto scelto dopo un concorso internazionale PISA. David Chipperfield, incaricato del piano, londinese (presente in Italia, con la sue sede di Milano, le altre sono a Londra, Berlino e Shangai) ha un curriculum di tutto rispetto. Infatti, ha, fra i vari lavori, progettato l'isola dei musei a Berlino, il completamento del cimitero di San Michele a Venezia e il Parlamento scozzese a Glasgow. Nella nuova fisionomia l'area Santa Chiara, se tutto andrà bene, troverà il suo completamento nel 2016. Ma i primi lavori potrebbero partire già nel 2010. Chipperfield dovrà predisporre ora il progetto preliminare di piano di recupero. Partirà quindi il dibattito in consiglio comunale, fino all'approvazione del progetto definitivo. Al concorso internazionale del Comune di Pisa per la sistemazione del Santa Chiara erano stati presentati 40 progetti diventati, attraverso la selezione, 10. Va detto che il piano di Chipperfield non piace a Italia Nostra che l'ha bocciato, l'anno scorso, senza mezzi termini. La dura critica di Italia Nostra, l'associazione che dal 1958 è sentinella dei monumenti italiani, si appunta soprattutto contro il colonnato previsto in piazza dei Miracoli. «Se si guarda la foto del progetto - dice Italia Nostra - là dove si vede una ragazza con il cane che passeggia bellamente sul prato, a ridosso del colonnato della discordia, è evidente lo snaturamento non solo del prato ma anche della sua funzione di salvaguardia e di ritualità religiosa. Dalla foto si vede anche che vanno a sparire i colonnini che delimitano il prato e che furono messi lì già nel Seicento. Il presidente di Italia Nostra faceva anche un'altra considerazione e cioè che il progetto dell'architetto inglese è «l'irripetibile occasione per lo stesso, di affiancare il suo nome a quelli di Bonanno, Buschetto, Diotisalvi e Giovanni di Simone». Il progetto di Chipperfield lo ricordiamo, è stato approvato all'unanimità da una giuria presieduta da Marco Pasqualetti direttore dell'area qualità e trasformazione del Comune di Pisa, Howard Burns, scozzese, storico dell'architettura, docente a Londra, Cambridge e Scuola Normale e da Carlo Olmo preside della facoltà di architettura del Politecnico di Torino.