Faccia a faccia Regioni-governo passa la linea della Toscana Nelle linee guida sono previsti solo per le costruzioni mono e bi-familiari escluse quelle nei centri urbani In caso di demolizioni dovranno essere usati solo quelli di bio edilizia e pannelli solari per risparmiare energia Forme semplificate e rapide per concedere lautorizzazione degli interventi, senza ripetizioni di procedure Ampliamenti di volume solo in villette mono e bi-familiari fuori dai centri urbani, nessun cambio di destinazione duso per gli annessi agricoli, materiali di bioedilizia e pannelli solari in tutte le ricostruzioni successive alle demolizioni. Sul Piano Casa la linea della Toscana sta vincendo. La proposta approvata allunanimità dalle Regioni che da ieri a Roma il governo sta esaminando ricalca per la massima parte quella tratteggiata dal presidente Claudio Martini per la futura legge regionale che nelle sue intenzioni - nel caso in cui Berlusconi fosse ricorso ad un decreto - avrebbe dovuto contrastare la linea del governo che voleva aprire la possibilità allaumento di superfici abitative anche nei centri urbani. Ieri mattina le Regioni hanno approvato allunanimità le linee guida che tutte le loro leggi - da emanare entro i prossimi tre mesi - poi dovranno contenere. Il documento è stato poi sottoposto al governo ma sembra che in un primo momento non abbia convinto Berlusconi ed ha rischiato di arenarsi. In serata il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto ha avuto un colloquio col premier che gli ha detto di proseguire il confronto in cerca di unintesa e "le trattative" sono andate avanti fino a notte. Se le cose andranno lisce stamani alle 8 si riunirà la conferenza unificata Stato-Regioni e subito dopo il Consiglio dei ministri per varare il decreto legge. «Mi auguro che il governo recepisca la nostra proposta», dice Martini. «In questo caso la giunta regionale approverà rapidamente la legge in modo da poterla approvare in consiglio prima della scadenza dei 90 giorni». Per favorire il rilancio delleconomia e semplificare le procedure in materia edilizia la Toscana propone unintesa per realizzare interventi di ampliamento, di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali, non abusivi, al di fuori dei centri storici e delle aree di inedificabilità assoluta. «I muratori che perdono il lavoro stanno più a cuore a noi che a Berlusconi», dice lassessore allUrbanistica Riccardo Conti. «E siccome non ci sono solo le villette, abbiamo suggerito al governo di fare anche un vero piano per la casa e per laffitto a prezzi contenuti, in modo da rispondere ai giovani e alle famiglie che non riescono a trovare casa sul mercato». Ecco in sintesi i punti della proposta di accordo che i presidenti discuteranno oggi con il premier. Innanzitutto ampliamenti del 20 per cento delle volumetrie esistenti (e comunque non oltre i 200 metri cubi) per migliorare la qualità architettonica ed energetica degli edifici residenziali uni e bi-familiari o comunque di edifici non superiore ai 1000 metri cubi, cioè palazzine di 4 o 5 appartamenti. Poi interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamenti fino al 35 per cento con lobiettivo di migliorare la qualità, ridurre i consumi e incentivare lutilizzo delle fonti di energia rinnovabili. In più forme semplificate e rapide per concedere lautorizzazione degli interventi, senza ripetizioni di procedure e duplicazioni di documenti. Laccordo raggiunto dalle Regioni prevede che le singole leggi possano individuare aree nelle quali gli interventi di ampliamento sono esclusi o limitati (per esempio aree di pregio per valore ambientale, culturale e architettonico) oppure zone degradate in cui le ristrutturazioni e le ricostruzioni sono favorite e incoraggiate con contributi specifici. Il governo si è già detto daccordo sul fatto di predisporre un decreto legge per semplificare le procedure di competenza esclusiva dello Stato con lobiettivo di rendere più rapido liter amministrativo dellattività edilizia. In particolare le misure di semplificazione che le Regioni propongono: la fissazione di un termine certo e breve per il rilascio delle autorizzazioni e permessi di competenza delle amministrazioni statali preposti alla tutela della sicurezza, del paesaggio, del demanio idrico; la semplificazione per il rilascio dellautorizzazione paesaggistica; procedure più spedite per la valutazione ambientale strategica e per le costruzioni in zone sismiche in modo da consentire linizio dei lavori con la presentazione dei progetti e con controlli a campione. Oggi Berlusconi dovrà dire il sì o il no definitivo a tutte queste novità. Non è ancora detto che il decreto sarà quello che vogliono le Regioni.