Il "Piano Casa" non può e non deve essere un'occasione per sottrarre nuovo suolo all'agricoltura e per aggredire ulteriormente il paesaggio. Negli ultimi 25 anni all'agricoltura italiana sono stati sottratti dall'urbanizzazione tre milioni e mezzo di ettari, edificando soprattutto sui terreni migliori, vicini alle città, alle principali vie di comunicazione, alle località turistiche. Indebolendo così ulteriormente la potenzialità produttiva del settore primario e arrecando danni enormi al paesaggio, con ripercussioni molto negative anche sull'economia turistica. Il "Piano casa" deve essere un'occasione importante per ripensare l'urbanizzazione del territorio, tenendo presenti anche le esigenze della qualificazione turistica e della salvaguardia ambientale, al di fuori di pericolose logiche emergenziali che aggiungerebbero crisi a crisi. Dobbiamo chiedere con forza che il "Piano Casa" vincoli i Comuni a un'attenta valutazione delle unità abitative disponibili e del reale bisogno di nuova edilizia residenziale, consentendo, laddove realmente necessario, di costruire esclusivamente su aree già urbanizzate (abbandonate o sottoutilizzate). Come avviene nei principali Paesi europei, anche l'Italia deve darsi una legge che impedisca di sottrarre altro suolo all'agricoltura. vicepresidente della Provincia di Pisa
TOSCANA - Sul "Piano casa" servono vincoli
Il "Piano Casa" non può e non deve essere un'occasione per sottrarre nuovo suolo all'agricoltura e per aggredire ulteriormente il paesaggio. Negli ultimi 25 anni all'agricoltura italiana sono stati sottratti dall'urbanizzazione tre milioni e mezzo di ettari, edificando soprattutto sui terreni migliori, vicini alle città, alle principali vie di comunicazione, alle località turistiche. Indebolendo così ulteriormente la potenzialità produttiva del settore primario e arrecando danni enormi al paesaggio, con ripercussioni molto negative anche sull'economia turistica. Il "Piano casa" deve essere un'occasione importante per ripensare l'urbanizzazione del territorio, tenendo presenti anche le esigenze della qualificazione turistica e della salvaguardia ambientale, al di fuori di pericolose logiche emergenziali che aggiungerebbero crisi a crisi. Dobbiamo chiedere con forza che il "Piano Casa" vincoli i Comuni a un'attenta valutazione delle unità abitative disponibili e del reale bisogno di nuova edilizia residenziale, consentendo, laddove realmente necessario, di costruire esclusivamente su aree già urbanizzate (abbandonate o sottoutilizzate). Come avviene nei principali Paesi europei, anche l'Italia deve darsi una legge che impedisca di sottrarre altro suolo all'agricoltura.
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