Trovare le funzioni per una concreta valorizzazione del centro storico: è questa la base di partenza per ogni discorso, intervento, confronto che si voglia occupare del rilancio di un territorio che vanta un tessuto urbanistico di grande interesse storico-artistico, dall'antichità ai giorni nostri. Un tessuto che ha conservato una specificità che in altri contesti non si riscontra: e cioè la possibilità di leggere le datazioni storiche delle varie epoche in cui sono sorti edifici, conventi, chiese, piazze, strade. Per recuperare il senso di questa storia più che millenaria, ma anche per interrogarsi sul futuro dopodomani a Castelnuovo (Sala della Loggia, alle 16) si dibatterà sul tema «Napoli, il centro storico: un confronto per la valorizzazione» in occasione della presentazione del volume Valorizzazione e catalogazione dei centri storici. Un percorso per la tutela dei beni culturali in Campania, a cura di Pasquale Rossi e Claudia Rusciano (Editoriale Scientifica) che raccoglie ricerche e studi del laboratorio di architettura del Suor Orsola Benincasa. Al convegno interverranno il rettore Francesco De Sanctis, il preside di Lettere Piero Craveri, Emma Giammattei, Leonardo Di Mauro, Stefano Gizzi, Nicola Oddati e Roberto Reali. L'attività del laboratorio e quindi lo studio che ora appare pubblicato prende le mosse da Napoli e il Risanamento del compianto Giancarlo Alisio, pubblicato nel 1980 e amplia le intuizioni di uno degli studiosi più preparati della nostra città, del suo impianto urbanistico, della sua storia architettonica: la zona presa in esame è quella dei quartieri bassi, tra piazza Municipio e piazza Mercato. «Abbiamo costituito - illustra Claudia Rusciano, studiosa di questa disciplina - un inventario, una catalogazione delle presenze sul territorio che riteniamo debba essere alla base di ogni confronto finalizzato allo studio del centro storico, e della sua valorizzazione. Insieme alla pubblicazione è stato prodotto un cd: le immagini multimediali contenute nel cd costituiscono un confronto tra il "com'era" ed il "com'è"». Pasquale Rossi, ricercatore, in particolare si occupa di piazza Municipio e delle sue modificazioni, fino ai giorni nostri, con il cantiere della Metropolitana, e perfino con l'immagine del "come sarà" (il plastico del progetto): «L'apprendimento della metodologia di studio - spiega - presuppone la conoscenza e l'acquisizione dei più aggiornati modelli catalografici per una consapevole tutela dei beni culturali. Lo studio delle fonti archivistiche e dell'iconografia storica sono parte integrante del prodotto informatico». Claudia Rusciano, invece, ha approfondito passato e presente del complesso di S. Caterina a Formello, a Porta Capuana: nella parte conventuale c'è un frazionamento di funzioni che non giova al recupero del complesso, e per fortuna ci sono due laboratori culturali - il Lanificio di Franco Rendano e il «Lana» - che hanno conferito un minimo di funzioni «alte» a quella fabbrica che fino al 1823 produceva quanto necessitava per l'abbigliamento dell'esercito borbonico.