L'assessore regionale Cocchi invita Bondi a Castelfiorentino Per Castelfiorentino quella di oggi sarà una giornata indimenticabile. Stasera - a 25 anni dall'ultima rappresentazione, dopo 20 anni di chiusura per inagibilità e 6 anni di restauro - riapre lo storico Teatro del Popolo, uno fra gli spazi ottocenteschi più prestigiosi nella Toscana dei piccoli teatri. Circa 5,5 milioni euro il costo complessivo dell'opera finanziata da Regione Toscana (1.863.000 euro con il piano pluriennale degli intervento strategici nel settore dei beni Culturali), dal Comune (2,5 milioni), dalla Banca di credito cooperativo di Cambiano (850mila euro). «Oggi che nasce un partito intitolato al Popolo - scherza l'assessore alla cultura Paolo Cocchi - mi piacerebbe se a uno dei prossimi spettacoli del teatro che si intitola al Popolo potesse intervenire anche il ministro Bondi, nella sua veste di ministro e coordinatore del nuovo partito. Magari finiremo per trovarci d'accordo che una delle libertà da garantire al popolo risiede anche in una ricca offerta culturale sottraendolo, se siamo ancora in tempo, al torpore grande-fratellesco». Nel suo quasi secolo e mezzo di vita il teatro di Castelfiorentino, la cui vicenda costruttiva e decorativa richiama alla memoria quella del Teatro "Manzoni" di Pistoia, ha seguito l'evolversi della situazione politica del Paese: a fine Ottocento i locali furono intitolati a "Umberto Primo"; nel 1931 la società che lo gestiva fin dall'inizio ("Accademia degli Operosi Impazienti") lo cedette alla "Casa del Fascio" mentre nel 1945 divenne "Casa del Popolo". Alla fine degli anni Ottanta, essendo l'Accademia impossibilitata a investire per far fronte alle norme di sicurezza, il teatro venne chiuso ma il Comune iniziò una lunga azione per acquistare i palchi ancora in possesso dell'Accademia concludendo (1995) una prima ristrutturazione. Nel 2001 nacque la Fondazione del Teatro del Popolo, fra Comune e Banca di Cambiano (è a questa fondazione che, adesso, è affidata la gestione della struttura). Nel 2003, dopo la concessione del finanziamento regionale, iniziarono i lavori di restauro condotti in combinazione fra tutela del patrimonio storico-architettonico e opzioni verso la modernità (nella biglietteria, nel guardaroba nell'utilizzo delle immagini fotografiche, sul dopoguerra, di David Bastianoni). Oggi il teatro è in grado di accogliere 350 spettatori. Alla conferenza stampa, ospitata a Firenze nel palazzo della presidenza della Regione, per presentare i lavori sono intervenuti l'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi, il sindaco Laura Cantini, il vicepresidente della Bcc di Cambiano Fabio Campatelli, il presidente della Fondazione Giovanni Parlavecchia nonché il prof. Luigi Zangheri, docente al dipartimento Restauro dell'Università di Firenze e curatore di un volume sulla storia del Teatro del Popolo (uscirà fra un mese). Presenti gli architetti Piero Guicciardini e Marco Magni oltre al restauratore Fabrizio Jacopini.