Ridare smalto all'anima di Negrar partendo dalla restituzione al Comune di quanto resta dei pavimenti musivi dell'antica villa romana rinvenuta in località (guarda caso) Villa, in occasione di lavori agricoli. Resti che si trovano oggi al Museo archeologico del Teatro Romano, a Verona. L'idea l'ha lanciata il consigliere di minoranza Gianni Pozzani, definendola «una simpatica iniziativa volta a favorire la formazione di un'identità locale da parte degli abitanti di Negrar, che in molti casi non sono originari di questo territorio e non ne conoscono le ricchezze». Secondo Pozzani, Negrar ha assoluto bisogno di motivi culturali che lo portino a confermare le sue antiche origini. «Ne potrà godere non solo il senso di appartenenza a una stessa comunità, ma pure il turismo», afferma il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. L'idea è stata ben accolta da buona parte della maggioranza, primo tra tutti l'assessore alla cultura Roberto Grison. «L'amministrazione non può che trovarsi favorevole a questa richiesta, anche se bisogna valutare alcuni passaggi delicati e, non da ultimo, capire in quale luogo collocare i reperti per dargli il giusto lustro». L'assessore ha quindi ipotizzato, quale nuova casa per i mosaici, la risistemata Villa Albertini ad Arbizzano, rivelando l'intenzione di farne «un centro culturale e artistico di primo piano, godibile da tutta la comunità negrarese».C.M.