Storia di un tour avversato dai sindacalisti della Cgil e dai burocrati E proprio ora che parevano sedati i «boia chi molla» e che il sindaco Scopelliti, la fascia tricolore più amata d'Italia, aveva detto ai concittadini: ci conviene spedire una settimana i Bronzi di Riace al G8, si accenderanno i riflettori su di noi. Insomma, i due guerrieri usciti dal mare 35 anni fa restano a Reggio Calabria. E verrano messi in magazzino, perché il museo archeologico va incontro a un restyling grazie ai fondi statali. Colpa di chi? Della burocrazia, dei cavilli organizzativi, dei permessi incrociati di Sovrindendenze e funzionari del Collegio Romano. Lungaggini che rendono ormai impossibile la trasferta. Hanno potuto più loro che i sindacalisti Cgil dello Stretto, che un mese e mezzo fa, quando il Cavaliere tirò fuori dal cilindro l'idea di portare i Bronzi in Sardegna, intasarono internet di proteste, minacciarono di scendere in piazza. Divenne un caso politico: si interpellarono parlamentari e archeologi. Dissero no Rosa Calipari e Minniti, allora ancora felice ministro ombra del Pd veltroniano. Idem Eugenio La Rocca e Salvatore Settis, quest'ultimo presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali dimessosi 10 dieci giorni fa. Chi lo ha rimpiazzato, Andrea Carandini, sentito da Il Tempo, fu possibilista: ok al viaggio purché motivato da un progetto scientifico. «Per esempio, si indaghi su nuove ipotesi secondo le quali le statue sarebbero i Dioscuri». Mimmo Calopresti, il regista de «La fabbrica dei tedeschi», reggino doc, accarezzava l'idea di filmare la trasferta dei Bronzi. «Basta con le gelosie campanilistiche», aveva sussultato. Fiato sprecato, progetti andati a monte. Vince l'immobilismo, la politica delle spallucce. I travet diffidenti. Si vocifera che al ministero delle Attività Produttive abbiano obiettato: «Scelta sbagliata, esporre i Guerrieri a un vertice all'insegna della pacificazione». Ma non sbagliò Sandro Pertini, che portò i Bronzi al Quirinale, inaugurando la serie di mostre-evento. Al Museo di Reggio evento non fu più. Pochi visitatori e inspiegabili gap. Come quello vissuto da una signora romana, che ci ha scritto per raccontare la sua avventura: dopo il viaggio fino alla «punta» d'Italia, ha rischiato di non vedere i Bronzi. Non perché il museo fosse chiuso, ma perché non c'era il custode che doveva accompagnarla nella sala. Ha puntato i piedi, lo chaperon è venuto fuori. Che fatica!
Due mesi di tira e molla e i Bronzi restano in gabbia
I Bronzi di Riace, due guerrieri antichi, sono stati messi in magazzino a Reggio Calabria a causa di problemi burocratici e organizzativi. La trasferta era stata pianificata per un viaggio in Sardegna, ma è stata annullata a causa di gelosie e spaventi dei funzionari. I sindacalisti della Cgil hanno protestato contro la decisione, ma non hanno potuto fermarla. Il museo archeologico di Reggio Calabria sta subendo un restyling grazie ai fondi statali, ma la trasferta dei Bronzi è stata cancellata. I Bronzi sono stati esposti al Quirinale da Sandro Pertini, ma non hanno trovato spazio nel Museo di Reggio.
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