Proposta di Spinosa per ridurre i costi dopo i tagli del governo alle risorse per la cultura Musei penalizzati dai tagli del governo alla cultura. Capodimonte minaccia di ridurre lorario di apertura e la Reggia di Caserta rischia la chiusura per mancanza di fondi. «Non riusciamo a tenere più aperti i musei dalle 8,30 alle 19,30 - dice il soprintendente Nicola Spinosa - mancano le risorse, lo abbiamo già comunicato, chiedendo di valutare, insieme ai sindacati e allorganizzazione nazionale, la possibilità di una riduzione dellorario». La proposta, spiega Spinosa, non riguarda solo Capodimonte, ma anche San Martino, Palazzo Reale, il museo Archeologico. «Si potrebbe adottare un orario europeo - suggerisce - restare aperti tutti i giorni dalle 10 alle 17, una volta a settimana fino alle 21, magari in quel caso con ingresso gratuito. Così risparmieremmo sul personale di vigilanza, sulle spese di pulizia, avremmo minori consumi energetici e meno spese». La risposta definitiva dovrebbe arrivare tra giugno e luglio, in coincidenza con la riforma ministeriale. Spinosa aggiunge: «Lidea dellapertura continuata venne a Veltroni tanti anni fa, ma ebbe molti finanziamenti. Oggi non è più attuale, bisogna prendere atto di un problema che interessa tutti i musei italiani e, in particolare quelli napoletani. E la situazione può solo peggiorare, non dimentichiamo che i fondi strutturali europei su cui oggi in molti casi ci basiamo, finiranno nel 2013». «Al momento la Reggia di Caserta ha un debito con lEnel di 500mila euro - gli fa eco il soprintendente Enrico Guglielmo - per precedenti manifestazioni che non hanno tenuto conto dei costi per il consumo di luce. Non sappiamo come pagare. Abbiamo ricevuto 800mila euro dalla Regione Campania per la mostra su Luigi Vanvitelli che inaugureremo sabato. Con quei fondi abbiamo provveduto, oltre che allallestimento della mostra, anche alla manutenzione ordinaria della Reggia, che non avremmo potuto fare normalmente». Dichiarazioni non incoraggianti, che giungono nel giorno della presentazione delle grandi mostre previste per la primavera a Napoli, che si è tenuta ieri a Roma alla presenza dellassessore Claudio Velardi e dei soprintendenti Spinosa, Guglielmo, Pietro Giovanni Guzzo per Napoli e Pompei, del direttore regionale Pio Baldi e di Eduardo Cicelyn per il Madre. Ventitré monumenti saranno dati in gestione alla Regione, in via sperimentale e per la prima volta in Campania. Domani la riunione davvio del comitato appena insediato (guidato dallassessore Velardi e dal direttore Baldi e composto da sei esperti dei beni culturali), che discuterà del primo monumento da salvare: il castello di Baia. La strategia di promozione unitaria inaugura il nuovo corso con quattro mostre in programma tra la primavera e lestate (Luigi Vanvitelli alla Reggia di Caserta, Vincenzo Gemito a Villa Pignatelli, Alighiero Boetti e poi Francesco Clemente al Madre) e con lapertura straordinaria della collezione affreschi del museo Archeologico nazionale di Napoli (dal 29 aprile). 400 pitture di età romana restaurate e visibili dopo dieci anni (tra cui alcune mai esposte). «A settembre riapriremo anche la collezione Farnese - dice Guzzo - la più grande raccolta di statue antiche esistente al mondo. Lobiettivo è la ristrutturazione intera del museo per una spesa tra i 50 e i 100 milioni di euro».
CAMPANIA - Caserta, la Reggia rischia la chiusura. Mancanza di fondi: orario ridotto a Capodimonte e negli altri musei
Il governo ha tagliato le risorse per la cultura, penalizzando i musei. Il soprintendente Nicola Spinosa di Capodimonte ha proposto una riduzione dell'orario di apertura per ridurre i costi. La proposta non riguarda solo Capodimonte, ma anche altri musei come San Martino e Palazzo Reale. Spinosa suggerisce di adottare un orario europeo, con ingresso gratuito una volta a settimana. La risposta definitiva dovrebbe arrivare tra giugno e luglio. Altri musei, come la Reggia di Caserta, rischiano di chiudere per mancanza di fondi. La Reggia di Caserta ha un debito con l'Enel di 500mila euro.
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