Con ventimila visitatori il Forte Malatesta è stato il secondo bene più visitato in Italia, dopo la Cripta del Duomo di Messina, nel corso delle giornate di Primavera del Fai. Un vero e proprio assalto che ha stupito gli stessi organizzatori. Il Forte, in città, ha anche funzionato da traino per gli altri, pur pregevoli, monumenti aperti al pubblico: la sagrestia di Sant'Eustachio annessa alla chiesa di San Vittore, le sedi della Prefettura, della Provincia e del Comune, i palazzi storici di Acquaviva e Villa Mastrangelo a Colli del Tronto. Tanti i turisti giunti in città per ammirare il Forte restaurato, grazie alla risonanza nazionale data all'evento, ma tantissimi anche gli ascolani che da dieci anni attendono di entrare in questo esempio di architettura militare, la cui inaugurazione sarebbe stata prevista per il 18 aprile alla presenza del ministro Sandro Bondi. Una data che, con tutta probabilità, non sarà rispettata, viste da un lato la crisi comunale e dall'altra la mancata conferma di disponibilità da parte del ministro. I lavori di restauro, però, continuano. «Il complesso è praticamente pronto - fa sapere l'ex assessore alla cultura Andrea M. Antonini - Manca da sistemare ancora il fossato, clic diventerà il lapidarium di Ascoli, mentre nel piano terra va realizzato il bookshop del museo dell'Alto Medioevo. Queste ed altre piccole cose che entro una ventina di giorni si dovrebbero sistemare. Mancano poi gli arredi interni, per i quali stiamo aspettando di partecipare al bando regionale (chiesti circa 430 mila euro) che scade entro la prima settimana di aprile». (ho appena fatto la conferenza di servizi per rendere il forte utilizzabile (allacci utenze, assicurazioni, certificati anti-incendio eccetera) mentre intanto si sta lavorando per rispettare il termine del bando regionale», fa sapere il dirigente dell'ufficio cultura del comune Fabio Emidio Zeppilli. Il Forte Malatesta, a restauro ultimato, diventerà un punto di riferimento culturale per tutto il territorio: al piano terra, infatti, prenderà posto il bookshop del museo ed il lapidarium, ove saranno raccolte le epigrafi ora sparse in diversi siti della città. Al primo piano ospiterà un auditorium, al secondo alcune sale espositive per mostre temporanee e al terzo il Museo dell'Alto Medioevo, che riunirà tutti i reperti ad oggi custoditi nell'ufficio turistico di piazza Arringo e nei musei archeologici di Ascoli ed Ancona.