Poco più di settemila visitatori giunti in città da ogni parte della regione Campania e non solo. Questo il brillante risultato della due giorni: Aversa prima Contea Normanna d'Italia, organizzata dal Fai nell'ambito delle Giornate di primavera'. «Siamo - ha dichiarato Donatella Cagnazzo, responsabile provinciale del Fondo per l'Ambiente Italiano - davanti ad un bilancio positivo, soprattutto per come si sono sviluppate anche le diverse attività collaterali e grazie alla collaborazione offerta dalle associazioni e da diverse scuole cittadine. Certamente si può fare di più e credo che questo debba essere compito di tutti. Non a caso la scelta della nostra associazione era caduta su Aversa, - città dai tesori nasco sti che meritano di es sere valorizzati». Otto i siti monumentali cit tadini interessati: Complesso della Real Casa dell'Annunziata, Centro Museale «La Ruota degli Espositi», Chiesa e Chiostro di San Francesco delle Monache, con visita al lo scolatoio delle mo nache, eccezional mente accessibile per l'occasione, Teatro Ci marosa e Salone Romano, Chiesa della SS. Trinità, Chiesa e Chiostro di Sant'Antonio al Seggio, Cattedrale di San Paolo in Piazza Duomo, Museo Diocesano nel Deambulatorio della Cattedrale, oltre alla Processione dell'Addolorata, con la statua della Madonna, portata a spalla dalle pie donne della congrega di San Rocco. «Si tratta -ha continuato Cagnazzodi siti meravigliosi. Si può fare di più ed il Fai si è impegnato in questo senso. Ritorneremo, infatti, ad Aversa quando sarà recuperato il dipinto de L'ultima cena' del pittore aversano del settecento Luca Fabozzi, presso il complesso monumentale di San Francesco, Un'opera che abbiamo deciso di recuperare con fondi Fai per la disponibilità offerta dal parroco don Pasqualino de Cristofaro che ha messo a disposizione per circa un mese l'intera struttura, utilizzata anche come quartiere generale per la preparazione della due giorni normanna». Lo stesso don Pasqualino ha annunziato che, nel giro di qualche mese, d'intesa con l'amministrazione, il complesso francescano potrebbe essere aperto al pubblico tutte le domeniche. Soddisfatto per l'ottima riuscita della manifestazione anche l'assessore alla cultura del comune di Aversa Nicola de Chiara che ha, però, voluto stigmatizzare un episodio negativo verificatosi nella mattinata di sabato. «Dispiace - ha dichiarato l'esponente della giunta Ciaramella - constatare che un centinaio di soci Fai, provenienti da Salerno per apprezzare le bellezze del museo diocesano, hanno dovuto desistere davanti ad un'eccezione inconcepibile: non si poteva disattivare il sistema di allarme». Un'iniziativa questa aversana resa possibile grazie alla collaborazione di associazioni cittadine come: Accademia «Domenico Cimarosa», Aversadonne, «Il Corbo» di Casaluce, «Diaphonia», Pro Loco, Associazione Nazionale Carabinieri e gli istituti scolastici: scuola media «Gaetano Parente» e gli istituti professionali «Osvaldo Conti» e «Enrico Mattei». Successo di pubblico anche per le iniziative collaterali come la Fanfara del X battaglione Carabinieri Campania, i concerti e le rappresentazioni tenutisi nei diversi siti interessati all'iniziativa. Un'iniziativa che ha dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che Aversa, prima Contea Normanna in Italia Meridionale, ha un patrimonio artistico da far invidia ai più noti comuni umbri e toscani. Un patrimonio, però , sempre più spesso abbandonato a se stesso, in un degrado che avvolge l'intera città e dal quale è difficile uscire. Un inversione di tendenza sarebbe auspicabile puntando proprio sulla valorizzazione di un patrimonio senza pari.