Al Madre si esulta. E il direttore, Eduardo Cicelyn, canta vittoria e rilancia. «Abbiamo dimostrato che Madrenalina può andare avanti e andremo avanti» annuncia. «Noi siamo in regola e applicheremo alla lettera l'ordinanza della magistratura che ci consente di stare aperti fino all'una di notte nei giorni festivi e prefestivi, come abbiamo fatto l'altra sera. A questo punto chiedo che il gip dissequestri il locale e ci permetta di proporre la nostra rassegna il giovedì sera. Dal 6 marzo scorso abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie per l'intrattenimento danzante e il pubblico spettacolo, che ci sono costate tempo e soldi, dai 30 ai 4Omila euro, quindi non vedo perché protrarre il sequestro del locale stabilito il 29 novembre 2008». In poche parole, se la vicenda si chiarisce una volta per tutte, Madrenalina potrebbe anche ripartire giovedì. Dodomani. come da copione; altrimenti l'appuntamento resta fissato per domenica prossima. Al museo di Donnaregina è arrivata anche la solidarietà di Francesco Clemente, il maestro che ha affrescato due delle sale più visitate e apprezzate del palazzo. Da NewYork ha seguito la vicenda, ha telefonato a Cicelyn e poi ha spedito un messaggio con il suo telefonino: «Mi auguro che si continui a ballare al Museo Madre. Mi auguro che si balli anche altrove, e infine che si balli sempre e dappertutto. Il fine del Museo Madre, il fine del ballo, della musica, della gioia, del piacere è di raccontare la nostra storia. Perché se non abbiamo una storia da raccontare non possiamo essere una comunità. E allora cosa ci proteggerà dall'elegante genio autodistruttivo che ci rende così unicamente napoletani?». Anche l'assessore provinciale al Turismo, Giovanna Martano si è schierata: «Siamo oltre la frutta. Chiudiamola qui, se tutto è in ordine. Mi auguro che lo zelo mostrato verso Madrenalina ci sia in tutta la città, soprattutto in quei locali notturni dove avvengono risse». Mentre il consigliere comunale del Pdl, Raffaele Ambrosino continua a chiedere la testa del direttore di Donnaregina. E I controlli di domenica scorsa fatti dalla polizia municipale si sono limitati all'acquisizione delle solite carte. Chi ha ragione? Chi ha torto? Diciamo che siamo all'arrocco e alla provocazione. Per qualcuno è solo un puntiglio. Il comandante dei vigili, Luigi Sementa, prova anche a scherzarci un po' su, ma non molla, perché sente di stare dalla parte della legge. «Non vorrei che andasse a finire come con Agostino o Pazzo» dice. Agostino era il motociclista-masaniello che negli anni settanta sfidava la polizia in un gioco da guardie e ladri. Qui la materia del contendere è più eterea e scivola sulle note di Barry White, Cindy Lauper o Rino Gaetano, suonati nelle serate di via Settembrini. «Siamo ai cavilli» insiste Cicelyn «cercano vizi di forma nei documenti». Quasi che fossero dei falsi. «Qualcosa non in regola è stato trovato» ribattono da via de Giaxa. «Ci sono due situazioni amministrative da approfondire. In particolare la realizzazione di una scala di ferro che prima non c'era». Ma dal museo chiariscono che si tratta di una struttura realizzata in questi mesi per migliorare il deflusso dei visitatori e approvata sia dai vigili del fuoco che da una commissione di cui fa parte anche un rappresentante della polizia municipale. Da Sementa arriva una replica anche a chi parla di accanimento: «Certo non mi sveglio la mattina con l'idea di andare a disturbare il Madre. Faccio applicare la legge che vale per tutti». E se Cicelyn ci riprova? «Andremo a controllare di nuovo, come è stato disposto dai giudici, il rispetto degli orari e del numero delle presenze». E lancia un salvagente al direttore del museo d'arte contemporanea: «Mi stupisce tutta la baldanza che Cicelyn ostenta sui giornali, mentre invece di fronte agli agenti è sempre tranquillo e disponibile». Un Cicelyn stevensoniano, una sorta di dottor Jekill e mister Hide, che però, come al solito, non si tira indietro, soprattutto quando la polemica s'arroventa: «Sementa vuole fare lo sceriffo delle discoteche. Così i vigili urbani, non si capisce seguendo quale logica, hanno deciso di farci la guerra». E alza il tiro: «E evidente che il controllo di domenica è stata una provocazione, dettata dalla voglia si stare sui giornali, perché, oggettivamente, la polizia municipale non ha potuto fare altro che controllare le carte. Peraltro i documenti che abbiamo mostrato e che hanno fotocopiato sono già in loro possesso». E facile immaginare che non finisca qui.
NAPOLI - Madre, Cicelyn rilancia Ora il dissequestro. Sementa: avanti con i controlli, la legge va rispettata.
Il direttore del museo Madre, Eduardo Cicelyn, ha dichiarato che il museo è in regola con le norme e ha chiesto che il sequestro del locale venga sospeso. Ha affermato che il museo ha tutte le autorizzazioni necessarie per l'intrattenimento danzante e il pubblico spettacolo. Ha anche chiesto che la rassegna del museo venga proposta il giovedì sera. Il direttore ha affermato che il museo è pronto a ripartire e che il fine del museo è di raccontare la storia della comunità. Ha anche chiesto che il comandante dei vigili urbani, Luigi Sementa, non si comporti in modo aggressivo e che si concentrino sul rispetto della legge.
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