ROMA Accordo praticamente fatto fra Governo e Regioni sul piano casa. L'intenso lavoro di ieri al tavolo tecnico ha confermato le convergenze su un testo che oggi dovrebbe essere ratificato prima dai Governatori riuniti in plenum, poi dalla Conferenza unificata Stato-Regioni-città. Resta l'ipotesi di un Consiglio dei ministri ad hoc per domani. Nell'intesa spuntano due novità. La prima: nelle leggi regionali - che dovranno essere approvate entro 9o giorni e che conterranno la previsione degli ampliamenti di volumetria del 20 - saranno ricomprese non solo unità monobifamiliari, come si è detto nei giorni scorsi, ma anche palazzine con più appartamenti entro un limite dimensionale intorno ai mille metri cubi (pari a una superficie complessiva orientativa di 300-350 metri quadrati). La seconda novità: per il caso in cui le Regioni non legiferino entro 9o giorni, il protocollo d'intesa prevede poteri sostitutivi affidati a un commissario ad acta individuato nello stesso Governatore. Il riferimento normativo è l'articolo 8, comma 1, della legge 1312003 (è la legge sul riordino della Presidenza del Consiglio) che affida il potere di decidere i poteri sostitutivi al Consiglio dei ministri. Per il resto l'architettura a due piani cui si è lavorato ieri conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi (si veda Il Sole-24 Ore del 29 marzo): il Governo varerà un decreto "leggero" e concordato che conterrà soltanto le semplificazioni delle procedure di esclusiva competenza statale, senza entrare nelle competenze regionali; il protocollo d'intesa GovernoRegioni prevederà, invece, leggi regionali che conterranno il "cuore" dell'intervento di rilancio dell'edilizia voluto da Silvio Berlusconi e condiviso, nella sostanza, dai Governatori. In questi provvedimenti regionali entreranno, come detto, gli ampliamenti volumetrici del 20 (ma senza la «deroga al Prg e ai regolamenti edilizi» prevista nell'iniziale testo del Governo) e il premio di cubatura del 35 peri casi di demolizione e di ricostruzione con progetti di bioedilizia e risparmio energetico o idrico. Alle Regioni prima e ai Comuni poi sarà comunque consentito di escludere alcune aree dagli interventi. Nessuna sostanziale novità, rispetto al week end, per l'elenco delle semplificazioni che rientreranno nel decreto legge con cui il Governo aprirà la «fase uno» del piano casa. La riforma di maggiore impatto resta la tendenziale abolizione del permesso di costruire (la vecchia licenza edilizia) previsto dal Testo unco dell'edilizia (Dpr 3802001) in -re casi: nuova costruzione, ristruturazione urbanistica, ristruttuazione edilizia "pesante" (cioè con modifiche di volumetria, sagoma e superfici). Queste tipologie di intervento dovrebbero rientrare nel regime semplificato della denuncia di inizio attività (Dia). Nel decreto legge dovrebbero entrare - questa è una richiesta delle Regioni - anche i principi statali che legittimino poi l'inserimento nelle leggi regionali di nterventi di perequazione e compensazione urbanistiche: si tratta di quei meccanismi urbanistici e fiscali che consentono al Comane di spostare i metri cubi aswgnati a uno stesso soggetto (costruttore) da una zona all'altra della città (per esempio dal centro alle zone residenziali oppure da un'area che si vuole vincolare a una in cui si vuole programmare sviluppo). Molte leggi regionali già prevedono questi meccanismi ma, senza un ancoraggio statale, è difficile rendere vincolate e certo questo scambio di dirtti edificatori. Tra le semplificazioni procedarali anche quelle per le autorizzazioni antisismiche (si passa date autorizzazioni preventive ai coatrolli a campione), per la valutazione ambientale strategica (Vas) che non dovrà prevede-e doppioni e sovrapposizioni nell'approvazione dei programmi strategici, per le autorizzazioni paesaggistiche previste dal codice dei beni culturali.
PIANO CASA - Anche per le palazzine gli ampliamenti del 20
Il Governo e le Regioni hanno raggiunto un accordo sul piano casa, che prevede l'approvazione di leggi regionali entro 9 giorni. Le leggi regionali dovranno contenere gli ampliamenti volumetrici del 20% e il premio di cubatura del 35% per casi di demolizione e ricostruzione con progetti di bioedilizia e risparmio energetico o idrico. Se le Regioni non legiferino entro 9 giorni, il protocollo d'intesa prevede poteri sostitutivi affidati a un commissario ad acta individuato nello stesso Governatore.
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