Nove studiosi del Centro ricerche archeologiche e Scavi di Torino si trovano a Baghdad, in questi giorni ospiti presso l'Ambasciata, nella speranza che la situazioni ritorni almeno ad una calma sufficiente perché possano riprendere i lavori di riallestimento di tre sale del Museo della città di cui è imminente l' apertura. Lo ha riferito ieri il presidente del Centro, Giorgio Gullini. «Il Centro Scavi di Tornio ha portato l'archeologia italiana in Iraq - ha detto Gullini - dal 1963, per aiutare i prestigiosi colleghi irakeni, alieni da ogni integralismo e geneticamente cittadini della Mesopotamia». «Il progetto relativo al Museo dì Baghdad - ha aggiunto il professore - era stato elaborato prima di questa guerra. Il nostro è un reale impegno civile per la pace e si sta pensando ad una mostra da realizzare a Montecitorio che accomuni i risultati della ricerca archeologica alle iniziative del ministero della Sanità italiana in Iraq».E proprio ieri il ministro dei beni catturati Giuliano Urbani ha rivolto «un grandissimo ringraziamento» agli italiani che stanno lavorando al recupero del patrimonio artistico iracheno.