Palazzo Trinacria, in via Butera, in vendita a due milioni 250 mila euro È in vendita lex albergo Trinacria, in via Butera 24. Lasta giudiziaria si celebrerà l8 luglio, quando nella sede dellAspep, che raggruppa alcuni notai palermitani, si deciderà sulle offerte pervenute. Si parte da un minimo di due milioni e 250 mila euro per un edificio che comprende tre elevazioni con una splendida vista sul prato del Foro Italico. Otto gli ambienti al piano terra, uno dei quali trasformato in sala convegni con regia, palco, cucina e atrio; altri tre locali sono allammezzato, mentre un ampio salone è al primo piano, con vista sulle gigantesche erytrine del lungomare. Il palazzo è sottoposto a vincolo monumentale da parte della Soprintendenza. Non ha mai avuto molta fortuna il centro congressi dellex albergo Trinacria. Eppure, quando fu restaurato nel 1991, due anni prima dellapprovazione del Ppe, in una Kalsa degradata e ben lontana dal ricevere i primi input del risanamento, molti pensarono che era una bella scommessa. Ma i nodi al pettine sono arrivati presto, forse per la concorrenza degli alberghi o del vicino Palazzo Butera, impiegato anchesso per mostre e congressi. Così non è stato facile far fronte alle spese, ed è stato il tracollo. Il centro congressi è ricavato nei piani inferiori di quello che un tempo era lalbergo Trinacria. Aperto nel 1844 per iniziativa di Salvatore Ragusa, ebbe un battesimo grandioso con lospitalità data al re di Baviera proprio il giorno della sua inaugurazione. Anche Garibaldi passò di qui. Una lapide ricorda che da questo palazzo, al grido «O Roma o morte», leroe dei due mondi nel 1862 preparò linfausta spedizione culminata nella battaglia sullAspromonte. Unaltra lapide, accanto a uno dei due ingressi su via Butera, ricorda invece Nicola Balcescu, patriota rumeno morto in esilio a Palermo. Ma lex albergo vanta una citazione letteraria che lo rende ancora più famoso: è infatti il luogo in cui Tomasi di Lampedusa ambienta le ultime ore di vita del Gattopardo, con il principe di Salina seduto su un balcone a mirare il mare «immobile, compatto e oleoso». Le 44 camere, diventate poi 56, hanno ospitato per più di mezzo secolo clienti di gran rango e di tutte le nazionalità. Poi il declino, coinciso con il passaggio dellalbergo a Ernesto Ragusa. Il figlio non fu allaltezza del fondatore, e lalbergo nel 1911 cessò la sua attività per essere trasformato in residenza privata. I nuovi inquilini fecero però razzia di tutti gli arredi di gusto anglosassone presenti nelle camere. Sul finire degli anni Ottanta parte lopera di risanamento, avviata dallimpresa Coedi che aveva aperto cantieri in altre zone del centro storico. Lingegnere Marco Patti Monteleone progettò la trasformazione delledificio dividendo lex albergo in due parti: nei livelli inferiori fu realizzato il centro congressi, mentre i cinque piani superiori furono destinati a residenza privata. Abbattendo i tanti tramezzi che avevano alterato loriginaria fisionomia si ricavarono venti alloggi di cento metri quadrati, con ingresso dal Foro Italico, venduti poi al prezzo di 250 milioni di lire. Il centro congressi però stentò a ingranare. I condomini di quello che adesso si chiama Palazzo Trinacria ricordano solo poche occasioni in cui venne utilizzato. Tra queste, un convegno sulla giustizia allinizio del 1992 al quale parteciparono anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Fu allora che il fotoreporter Tony Gentile realizzò lo scatto più impiegato (e piratato) degli ultimi ventanni, con i due giudici sorridenti, seduti al tavolo del centro congressi.