Il teatro è la più costosa forma di spettacolo mai inventata dalluomo, ma oggi rappresenta un problema. Il dramma odierno del Carlo Felice ripropone altri casi italiani, poiché ogni teatro vive lo stesso problema, che non è più di persone, ma di sistema. O si ha il coraggio di mettere mano a un ripensamento strutturale e organizzativo, oppure ogni città dovrà fare i conti con il funerale del proprio teatro. La degenerazione nasce dalla doppia forbice della cattiva politica e del peggior sindacalismo: la prima usa il teatro come contenitore in cui gonfiare a piacere gli organici, i sindacati parlano solo di diritti. Ecco alcuni dati. 1. Moltiplicazione dei ruoli al vertice. Vari teatri stranieri sono gestiti da una sola persona: non serve la doppia dirigenza di sovrintendente e direttore artistico. 2. Moltiplicazione dei ruoli alla base. Non è pensabile che a fronte di una compagnia artistica di circa 300 elementi, un teatro utilizzi ulteriori 300-400 impiegati con altre mansioni. 3. Teatro di repertorio. Il sistema tedesco, russo, e austriaco del teatro di repertorio offre un "servizio" al pubblico, e una "formazione" ai giovani musicisti: ogni teatro ha una compagnia stabile, e unopera rimane in scena per anni. 4. Teatro di produzione e sistema Italia. Oggi un cantante, stessa opera e stesso ruolo, percepisce a Vienna 10.000,00 euro e in Italia 30.000,00. E qui chiamamo un comprimario. Questo è il funzionamento delle Agenzie Artistiche. I teatri italiani non offrono "servizio" quanto al patrimonio operistico nazionale, né "formazione" per i giovani; vivono in un paese della cuccagna dove ogni giorno è domenica, e ogni produzione vive lo spazio di poche recite. Nel 2005 il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha prodotto 12 titoli diversi per complessivi 80 spettacoli: con lo stesso budget, lOpera di Vienna nello stesso anno solare ha messo in scena 65 titoli diversi per 250 spettacoli complessivi. 5. La scuola. La musica rappresenta un fondamentale elemento della formazione umanistica: Solo da uno stretto contatto fra ruoli educativi e ruoli produttivi può nascere una nuova fruizione musicale. 6. Stato e Teatro musicale. È evidente come lo Stato non voglia far più fronte alla costosissima macchina teatrale. A fronte di ciò, le soluzioni per evitare la morte del teatro musicale sono fiscale e organizzativo. 7. Fisco. Oltreoceano lo Stato non dà nessun contributo ai teatri dopera, ma ogni donazione privata può essere totalmente detratta dalle imposte o addirittura dallimponibile. In Italia lo Stato, da un lato porta i teatri allasfissia economica, dallaltro fa una politica fiscale che permette solo una parzialissima detrazione. 8. Organizzazione. Il teatro deve ripensare la propria organizzazione, andando verso un sistema misto di teatro di produzione e teatro di repertorio. Due-tre mesi di produzione, che permettano a ogni realtà di esprimere le proprie identità; nove-dieci mesi di repertorio con cast artistici fissi. Genova e Carlo Felice. Come accadde tre anni fa a Firenze, le forze locali tamponino il dramma delloggi con lesborso necessario, risolvendo però contestualmente il problema degli esuberi e del Fondo pensioni.
GENOVA - Carlo Felice sullorlo del baratro. Politica e sindacalismo uccidono il teatro lirico
Il teatro è un problema costoso e in declino in Italia. I teatri italiani sono gestiti da una doppia dirigenza, con sovrintendente e direttore artistico, e utilizzano molti impiegati con mansioni diverse. Il sistema tedesco e russo del teatro di repertorio offre un "servizio" al pubblico e una "formazione" ai giovani musicisti. I teatri italiani non offrono "servizio" e "formazione", ma vivono in un paese dove ogni giorno è domenica e ogni produzione vive lo spazio di poche recite.
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