Al centro dell'attenzione la truffa aggravata o la frode nelle pubbliche forniture Due le ipotesi di reato all'esame della Procura Indagine sull'Aula Mariana vicina a una svolta. Frode nelle pubbliche forniture o truffa aggravata: queste le due ipotesi di reato prese in considerazione dalla Procura che, insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo, sta indagando sulla struttura. E così, mentre la Curia annuncia di voler acquistare l'aula e nei palazzi imperversa la polemica, anche a suon di frecciatine a sfondo politico pre-elettorale, il lavoro degli investigatori va avanti senza sosta. L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci, non è ancora chiusa, ma potrebbe essere arrivata a un punto importante. La configurazione del reato per cui procedere, tuttavia, appare agli inquirenti molto complessa per via della materia da trattare. Il nodo centrale è costituito dal fatto che, pur trattandosi di un lavoro "privato", gestito da enti privati, parte dei soldi spesi per la realizzazione dell'edificio al lato del santuario sono di provenienza pubblica. Una porzione dei circa 9 milioni di euro totali, infatti, era stata erogata dal ministero dei Beni culturali in occasione del Giubileo (l resto invece è stato investito dalla congregazione dei monaci vallombrosani). Difficile per questo per gli investigatori individuare le eventuali responsabilità. Due i punti da chiarire: se l'appalto del cantiere debba essere considerato pubblico o privato, e se ci siano delle responsabilità da parte di chi si è occupato dei lavori eo di chi avrebbe dovuto seguirli. Lo stabile, inaugurato a marzo 2000, presenta fortissimi problemi di instabilità e sta quasi crollando, divorato dall'acqua. L'interrogativo che si sono posti gli inquirenti è come sia stato possibile che, dopo un investimento tanto grosso, l'edificio appaia così traballante, come dimostrato anche dalle perizie dei vigili del fuoco. L'indagine dei carabinieri è consistita finora nella raccolta di numerosa documentazione, nelle perizie, ma anche nell'ascolto dei protagonisti, i costruttori da una parte (un'associazione temporanea d'impresa i cui capofila erano la Fratelli Bottoni srl e la Ceal sulla base del progetto elaborato da Adolfo Natalini e Fabrizio Natalini) e i monaci, assistiti dall'avvocato Federico Frediani di Firenze, dall'altra. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi interrogatori. Lara Loreti