La notizia arriva dalle autorità archeologiche del Cairo e sottolinea in modo inequivocabile lo stato di tensione che si respira nei Paesi arabi, anche in quelli moderati come l'Egitto: il governo Mubarak ha cancellato alcuni scavi archeologici occidentali nel Medio Egitto (la regione di Assiut tra il Cairo e Luxor), nell'oasi del Fayum (vicino alla capitale) e nel deserto orientale all'altezza di Asswan, non distante dal confine con il Sudan. La motivazione è ovvia: le autorità locali non riescono più a garantire agli archeologi americani ed europei la sicurezza minima per compiere scavi in tranquillità; in particolare non riescono più a garantirla nelle zone a più alta densità di integralisti, come la regione di Assiut e il Fayum, crocevia di fanatici musulmani e ora - a quanto si dice al Cairo - regioni dove sarebbero operative alcune cellule legate ad al-Qaeda. Chi scrive è stato vicedirettore di uno scavo proprio nel Fayum (località Tebtynis) fino in anni recenti e non può non confessare un certo timore nell'operare in condizioni di tensione: il lavoro della missione era sorvegliato da guardie armate e le autorità della zona, che hanno sede operativa a Medinet eì Fayum, capoluogo dell'oasi, erano attentissime a svolgere 1'intelligence necessaria per garantire la sicurezza di tutti ed evitare 1'infiltrazione di terroristi tra gli operai dello scavo. È dal sanguinoso attentato di Luxor (novembre del '97), in cui perirono 64 stranieri, che non si verificano attacchi agli occidentali. Tuttavia, proprio in virtù della situazione mediorientale così incandescente e per le probabili infiltrazioni di al-Qaeda in riva al Nilo, gli scavi a rischio sono stati momentaneamente sospesi. E non solo. In Egitto, oltre agli archeologi, si recano ogni anno quasi 5 milioni di turisti (tra cui più di 500mila sono nostri connazionali). È proprio per questa ragione che nei punti sensibili, come siti archeologici e musei, si è arrivati addirittura a schierare reparti speciali dell'esercito. Massima attenzione soprattutto nella famosa piana di Gizah, simbolo principale della millenaria civiltà dei faraoni con le piramidi e la sfinge: a rendere il clima quasi surreale, tra turisti e cammellieri preoccupati, sono infatti i reparti speciali dell'esercito schierati in assetto di guerra.