Sono quasi 36 milioni di euro quelli che il Comune ha previsto di ricavare sul bilancio 2009 dalla vendita di beni patrimoniali immobiliari e che il rispetto del Patto di Stabilità, inevitabilmente, bloccherebbe. A questi va aggiunto il nuovo fondo comune di investimento immobiliare - anch'esso già previsto in bilancio e che dovrebbe essere avviato entro il 2009 - che il Comune intende costituire con la Cassa Depositi e Prestiti, affidandolo poi a un gestore e inserendo in essi un altro elenco di immobili non strategici che ha intenzione di vendere, modidicandone la destinazione urbanistica per renderla più appetibile per il mercato. Si va da sedi di uffici comunali come l'ex scuola Monteverdi e gli ex Magazzini da Re, o la sala espositiva di via Piave, tutti a Mestre, a Palazzo diedo, Palazzo San Cassiano e Palazzo Gradenigo, tutti a Venezia. L'elenco è ancora in via di completa definizionne, ma circa il 50 per cento del suo valore - da un minimo di 25 milioni a un massimo di 50 milioni di euro - è già previsto sul bilancio 2009, attraverso l'indebitamento bancario che consentirà di scambiare subito beni con denaro, in attesa di valorizzare poi attraverso la vendita delle quote del fondo, il restante 50 per cento. Un'operazione complessa, ma che il Patto di stabilità renderebbe di fatto impossibile. Le alienazioni immobiliari già previste dal Comune andranno, cone detto, soprattutto in investimenti per opere pubbliche, oltre che per la ristruttrazione di scuole e di altre infrastrutture. Quello pubblicato in questa pagina è un elenco di investimenti già previsto sul bilancio 2009 attraverso appunto le alienazioni di beni immobiliari, con un'operazione che il rispetto del Patto di stabilità renderebbe impossibile. Si va dall'adeguamento dell'impianto di illuminazione pubblica al completamento del restauro delle facciate di Ca' Vendramin Calergi, sede del Casinò. Dall'acquisto di nuovi alloggi, da destinare soprattutto al cosiddetto social housing al bando per l'acquisto di case per le giovani coppie della terraferma, Dalla manutenzione del teatro Goldoni, alla messa in sicurezza del complesso dell'ex infermeria Sant'Anna, dove, solo pochi mesi fa, è crollato il soffitto dell'ex chiesa. Tra i lavori urgenti, anche la sistemazione delle facciate esterne di Palazzo Fortuny, in forte stato di degrado. Tutti interventi impossibili, restamdo nei vincoli imposti dal Patto di stabilità.