«Le risorse dei Comitati privati non bastano, occorrono anche sistemi di massa per raccogliere fondi. E poi anche lo Stato ci dovrebbe pensare. Venezia ha bisogno di un flusso costante di soldi perchè più è costante e più si risparmia. E invece il Comune deve inventarsi di tutto per trovare soldi. Lo ripeto. Lo Stato non può continuare a mancare nelle esigenze di straordinaria manutenzione della città». Così, ieri mattina a Palazzo Ducale, il sindaco Massimo Cacciari si è rivolto alla corposa platea della conferenza stampa di Sms Venice per lanicare l'ennesimo allarme sullo stato di salute della città rivolto a Roma. Non è stato il solo. Perchè anche la soprintendente ai Beni archiettonici Renata Codello ha fatto sentire la sua voce: «I fondi ministeriali, ormai, sono pari allo zero e noi, da soli, non ce la possiamo più fare». D'effetto le parole del presidente dei Comitati privati di salvaguardia Alvise Zorzi che è entrato nel merito delle sponsorizzazioni. «Vendete pure questi spazi ma vendeteli molto cari - ha detto rivolgendosi agli amministratori presenti in sala - perchè il concederli a buon prezzo può influire negativamente sui grandi mecenati». Infine una preghiera. «Rispettiamo tutti Piazza San Marco - ha aggiunto Zorzi - Facciamoci dentro quello che vogliamo ma rispettiamola perchè è un patrimonio dell'umanità». E' toccato poi alla soprintendente alla Codello spiegare nel dettaglio come saranno distribuiti i soldi raccolti con Sms Venice. La lista dei cantieri conta la pavimentazione del porticato delle Procuratie Nuove, il pergolato dei Giardinetti Reali, il ponte levatoio e il ponte della Zecca, l'angelo della cupola della chiesa di San Giorgio, le fasce verdi del viale dei Giardini Napoleonici dove c'è la Serra, la chiesa di San Giuseppe a Castello, la ristrutturazione del ponte di Rialto, la cantoria della Scuola di San Rocco e gli stucchi della cupola della chiesa dei Gesuiti. Tutti monumenti o porzioni di città che da anni attendono pazientemente che giunga il loro turno per la manutenzione e intanto stanno cadendo a pezzi. E più cadono a pezzi più il loro restauro costerà caro. Per questo, come ha insistito il sindaco, i finanziamenti dovrebbero essere, magari non pazzeschi, ma costanti nel tempo. «O oggi riusciamo a trovare altre forme per mantenere il patrimonio oppure non saremo più in grado di svolgere i nostri compiti - ha spiegato la Codello - i finanziamenti ministeriali, infatti, ormai sono quasi inesistenti». La città, dunque, sembra aspettarsi molto da questa iniziativa. «Per la verità non ci siamo prefissi un obiettivo di raccolta - ha aggiunto Fran Tomasi - ma a questo punto non possiamo far altro che raccogliere la sfida che il sindaco Massimo Cacciari ha lanciato nei giorni scorsi e contribuire insieme alle altre realtà già operanti, e per quanto ci sarà possibile, alla raccolta da lui indicata come necessaria di 70 milioni di euro».