CREMONA Appena restaurati, quegli affreschi, tornati a risplendere dopo nove anni di attesa e di lavoro, sono nuovamente a rischio. Si stanno staccando per colpa del riscaldamento troppo alto. La Soprintendenza ha scritto al vescovo perché inviti il parroco ad abbassare i gradi del terrnostato e ricorrere a candele elettriche. La chiesa delle sante Margherita e Pelagia (ma tuffi la chiamano chiesa di santa Rita) è un gioiello rinascimentale incuneato nei vicoli del centro città. In disparte e per questo ancora pi suggestiva. Facciata sobria, interno spettacolare grazie al ciclo di affreschi dei frateffi Antonio e Giulio Campi. Dopo alterne vicende, gli affreschi sono stati staccati, portati a Roma e da lì, riportati agli antichi splendori grazie ai finanziamenti della Fondazione Arvedi, il re dell'acciaio, hanno ripreso la strada di Cremona. Il restauro è stato completato e presentato al pubblico lo scorso ottobre. I problemi sono cominciati poco dopo, anche perché la chiesa è particolarmente umida. E così dalla Soprintendenza al beni artistici di Mantova (competente su Cremona) è partita una lettera in triplice copia indirizzata al vescovo, Dante Lafranconi, al delegato diocesano per l'Arte sacra, monsignor Achille Bonazzi, e al rettore di santa Rita, don Pietro Bonomeffi. Si fa notare che, nel corso di un sopralluogo, «sono stati osservati preoccupanti fenomeni di sollevamento della pefficola pittorica». Sul banco degli imputati è salito «il riscaldamento che, provocando un'asciugatura forzata delle strutture murarie, determina la fuoriuscita dei sali che finiscono per spingere al «sollevamento» gli affreschi. I 17 gradi sono evidentemente troppo alti e possono favorire anche pericolosi fenomeni di condensa accelerati dallo squilibrio termico tra le superfici esterne fredde e quelle interne assai pi calde». Non rimane che spegnere l'impianto di riscaldamento. Si invita anche, pressantemente, a sostituire le candele naturali, che producendo fumo e calore anneriscono le superfici delle volte, con quelle elettriche. Ma il consiglio è caduto nel vuoto. Giovedì Giovanni Rodella, ispettore della Soprintendenza, ha compiuto un sopralluo go nella chiesa. «La temperatura così alta, insieme con l'umidità che si sprigiona dalle fondamenta, non aiuta i dipinti». Per ora il danno è limitato in alcune zone, come in- torno all'abside, «ma il caldo, si sa, va verso l'alto e potrebbe lesionare seriamente tutto il ciclo di affreschi. La chiesa ha bisogno di un continuo monitoraggio. Si spera in un controllo pi sistematico della temperatura. Vanno anche apportate delle modifiche alle apparecchiature di dlimitazzazione». Il destinatrio del messaggio è don Bonometti, rettore della chiesa di santa Rita ed esperto d'arte: «La Soprintendenza non mi ha mai chiamato e non mi ha dato nessun ordine». Chi, sotto le volte affrescate, vincerà la battaglia dei gradi?
CREMONA - Troppo caldo in chiesa Gli affreschi a rischio
La chiesa di santa Rita a Cremona è stata colpita da problemi di affreschi dopo il restauro. I dipinti si stanno staccando a causa del riscaldamento troppo alto. La Soprintendenza ha inviato una lettera al vescovo e al rettore della chiesa per richiedere di abbassare i gradi del terrnostato e di sostituire le candele naturali con quelle elettriche. Tuttavia, il rettore non ha risposto e il problema persiste. La chiesa ha bisogno di un controllo sistematico della temperatura e di modifiche alle apparecchiature di limitazione. I dipinti sono stati restaurati grazie ai finanziamenti della Fondazione Arvedi e sono stati riportati agli antichi splendori.
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