Massimo Cacciari, come Diogene l'accattone, scende dal mondo delle idee e si mette a chiedere la carità. In tempi di magra perfino il sindaco-ifiosofo è costretto a fare il mendicante. Tende la mano ai poveri turisti che ancora sciamano nella laguna come i piccioni di piazza San Marco. Non chiede molto: «Un euro, solo uno». Per salvare la città. «Visto che lo Stato non contribuisce pi alle esigenze di manutenzione», tocca ad americani, russi, inglesi passarsi una mano sulla coscienza e versare l'obolo per evitare che i monumenti cadano a pezzi. Sbriciolati dalla mancanza di fondi. Lui, che nel maggio del 2008 aveva cacciato i mendicanti dalle strade pi turistiche per evitare che i visitatori inciampassero nelle fastidiose mani tese, ieri è stato costretto a tendere la sua agli stranieri: «A Venezia arrivano ogni anno venti milioni di turisti e sarebbe già un grosso risultato se tutti dessero un segnale minim,o di partecipazione, ad esempio donando un euro». L'appello è al passo coi tempi. Le donazioni potranno essere fatte per via telematica attraverso un «apposito servizio nell'ambito del progetto sms Venice 2009» dove il turista dal cuore d'oro e dal portafoglio gonfio pu leggere la lista dei monumenti a cui sarà indirizzata la sua generosità: dalla Chiesa di San Giorgio Maggiore ai giardini napoleonici di Castello, dalla Chiesa di San Giuseppe alla Scuola di San Rocco. Prima di arrivare alla carità l'intellettuale di sinistra le ha provate tutte. Perfino la tassa sulla pipì. Dei turisti, ovviamente. Per quelli che visitano Venezia in alta stagione ha imposto un balzello di tre euro al giorno sull'uso dei vespasiani. Sconti e offerte speciali per chi prenota online la sua gita: solo due euro. Tariffe pi basse per i residenti che possiedono la wc card abbonamento : tre euro per un numero infinito di pipì. Ma evidentemente tassare i biso gui fisiologici dei turisti non è bastato. Qualche mese fa Cacciari, a sorpresa, aveva mostrato le sue doti manageriali. Pensava a una partnership niente meno che con il colosso americano della Coca-Cola. I soldi non hanno odore né colore e, per questo, Cacciai avrebbe accettato volentieri due milioni e centomila euro in cinque anni da investire nella manutenzione di chiese e statue, in cambio avrebbe disseminato distributori di bibite e snack lungo le calli lagunari. Apriti cielo. Tutti gli si rivoltano contro. La città consegnata agli stranieri, per di pi americani. Costretto a riporre in naftalina la sua strategia globale, Cacciai indice una normalissima gara pubblica. Risultato: le casse sono sempre pi vuote, lo Stato sempre pi lontano, i monumenti sempre pi abbandonati. Ecco allora l'ultimo grido disperato del sindaco costretto a fare i conti con il vii denaro: «In questi ultimi anni, in cui è venuto a mancare il contributo dello Stato, abbiamo dato fondo a tutta la nostra immaginazione per trovare denaro da destinare alla manutenzione della città». Cari turisti, oltre a tante pipì lasciate a Venezia anche un euro. Solo uno.
VENEZIA - Il Filosofo "Barbone"
Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha deciso di fare il mendicante per chiedere ai turisti di donare un euro per la manutenzione della città. Ha tenduto la mano ai poveri turisti che visitano la laguna, chiedendo solo uno euro per salvare la città. Cacciari ha provato tutte le tasse possibili, ma non è stato sufficiente. Ha anche cercato di fare una partnership con la Coca-Cola, ma la sua strategia è stata bocciata. Ora, costretto a fare i conti con il denaro, Cacciari ha lanciato un appello ai turisti per donare un euro per la manutenzione della città. Le donazioni possono essere fatte per via telematica attraverso un apposito servizio.
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