Nella coscienza collettiva la piazza del Colosseo e il Colosseo costituiscono un unitario contesto monumentale. E infatti è così. Ma a tutti sfugge, come dimostrano i recenti articoli apparsi sugli organi d'informazione, che nella realtà gestionale tale unitarietà è bipartita tra Amministrazione statale, ministero per i Beni e le attività culturali, e Comune di Roma. Alla prima,proprietaria del Colosseo e di tutti i monumenti circostanti, compete la gestione dei medesimi; al Comune spetta la gestione del suolo, di cui è proprietario dal 1896, quando il ministero della Pubblica istruzione cedette l'area «per liberarsi del carico di una costosa manutenzione» eper consentire il transito veicolare, soppresso nel 1981 con la pedonalizzazione della piazza. Al degrado generato dal flusso automobilistico si sostituì ilprogressivo degradofisico esocio-ambientale del luogo,pi volte e invano denunciato dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma. Il continuativo impegno profuso dallo Stato nelle istituzionali attività di tutela e valorizzazione, che costituiscono le due facce di una stessa medaglia, consente un graduale, ma continuo miglioramento della fruizione del Colosseo, che non pu prescindere dalla cura costante dello spazio esterno, in un rapporto di stretta collaborazione tra le dueAmministrazioni, affinché ai milioni di visitatori sia garantita un'accoglienza omogenea. Un esempio di cooperazione, che sta maturando frutti eccellenti sul piano della valorizzazione dell'area monumentale, è il cantiere tuttora attivo sul versante meridionale. Al termine dei lavori, finanziati dal Comune di Roma, il pubblico potrà comprendere il reale rapporito spaziale tra l'interno del moniumento e l'esterno, del quale è riemersa parte della struttura originale. Direttore dell'Anfiteatro Flavio