«Lavorerò nel Pdl come ho fatto in tutti questi anni tumultuosi, passati in trincea, per Forza Italia. Svolgerò il mio ruolo con una determinazione appassionata, difendendo il partito con lealtà, rispetto e anche tenerezza». Così il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha salutato la platea dei delegati al congresso, che l'ha nominato coordinatore insieme a Verdini e La Russa. Dopo aver letto una lunga lettera di don Gianni Baget Bozzo (che ha definito il Pdl d'anatroccolo che si è fatto cigno»), ha ricordato la sua lunga militanza tra gli azzurri iii cui «ho speso la mia sensibilità p.er unire, tenere insieme, aggregare einfondere un sentimento di solidarietà nel partito». In serata, intervistato da Fabio Fazio a «Che tempo che fai, Bondi ha confermato che presto dcvrà «fare una scelta» tra l'incarico di coordinatore del Pdle quello di ministro. «Non ho mai nascosto che è molto difficile avere due responsabilità così importanti, e credo sia anche giusto fare una scelta. La far quando sarà il momento di farla. Ripeto sono due cose difficili da fare insieme, anche per un senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni.