Tra le viscere della collina tufacea su cui sorge la città di Canelli si nasconde un patrimonio unico al, mondo. Si tratta di dieci chilometri di cantine, vere e proprie cattedrali sotterranee, dove grazie a particolari condizioni di temperatura e umidità costanti, oggi come un tempo, si affinano vini e spumanti pregiati. Una ricchezza svelata solo pochi anni fa, quando le storiche case spumantiere hanno deciso di mostrare al pubblico i luoghi in cui maturava il metodo classico "made in Canelli". Da allora decine di migliaia di enoturisti hanno attraversato i cunicoli della "Sempione", l'imponente cantina in mattoni che Giuseppe Contratto realizzò nel 1960, l'anno in cui veniva inaugurato l'omonima galleria per il collegamento con la Svizzera. Un gioiello di ingegneria e architettura come le cantine di Casa Gancia, della Riccadonna, della Bosca, per non parlare di quelle in tufo con riflessi bluastri della Luigi Coppo. Ora la città di Canelli è intenzionata a far inserire questo pezzo di civiltà del vino nel patrimonio dell'Unesco: la documentazione sarà consegnata domani, sabato 17 aprile (ore 10, Cantine Contratto), al ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani, che successivamente porterà il carteggio ai vertici dell'organizzazione a Parigi. I canellesi sono convinti che il progetto "Cattedrali sotterranee" darà un ulteriore impulso alla filiera del vino e all'enoturismo che sta diventando una risorsa di rilievo per l'economia astigiana (193.425 le presenze nel 2003, con un aumento del 7 rispetto all'anno prima). E proprio domenica la città dello spumante ospiterà "Vincoming", il primo meeting internazionale dell'enoturismo ideato all'Atl Asti-Turismo con la collaborazione della Regione e della Provincia. In questa occasione cento albergatori, ristoratori, titolari di bed breakfast presenteranno le proprie offerte a una trentina di tour operator europei.