Il progetto Il fotografo attacca i politici per il taglio degli alberi al Casinò Le fondamenta non sono state ancora completate che già piovono tegole. Le polemiche sul nuovo Palazzo del Cinema del Lido non si placano. E questa volta, nel giorno in cui la Regione ha reso noto il nome del responsabile unico per la realizzazione dell'opera, l'architetto Danilo Turato, la bordata arriva dritta dal fotografo Fulvio Roiter che dalla sua residenza lidense critica il progetto. «Qual'è l'utilità? È una vergogna dei politici. Il Lido e i suoi trentamila abitanti avevano bisogno di tranquillità e di un ospedale funzionante. E invece adesso per pagare il palazzo è prevista la vendita dell'Ospedale al Mare, che era perfetto. Un'area formidabile con una spiaggia perfetta vicino a un bosco perfetto». Per il fotografo, i cambiamenti imposti aggraveranno le condizioni dei residenti «perché senza un ospedale in loco chi si sente male d'urgenza rischia la pelle » e «perché l'eliminazione della pineta ha creato un vuoto spaventoso. Una devastazione ». Un'ennesima critica, quella di Roiter che si unisce alle manifestazioni di protesta di altri residenti meno celebri e che viene ancora una volta respinta al mittente dall'assessore ai Lavori Pubblici Mara Rumiz. «Si parla tanto degli alberi ricorda l'assessore che da sempre sostiene che senza strutture adeguate c'è il rischio di perdere la Biennale del Cinema con conseguenze economiche gravissime ma rispetto al primo progetto, che insisteva sul giardino dietro l'ex Casinò il nuovo edificio è stato spostato proprio per salvaguardare un'area importante dal punto di vista botanico: è vero che sono stati sacrificati degli alberi, ma per compensare questa perdita ne sono stati piantati in altre zone del Lido». D'altro canto i lavori procedono indipendentemente dalle polemiche. «Proprio nel giorno - dice Franco Miracco, consigliere della Biennale e portavoce del governatore in cui il presidente Giancarlo Galan ha annunciato l'intenzione che si costituisca al più presto un organismo, provvisoriamente chiamato Veneto Cultura in grado di ideare, organizzare e gestire i grandi eventi espositivi e culturali già previsti nei prossimi anni, a Roma la struttura che ha il compito di programmare e dirigere le Celebrazioni per i 150 anni dell'Unità Italia ha nominato Danilo Turato Responsabile Unico del Procedimento per la realizzazione del nuovo Palazzo del Cinema del Lido di Venezia». Turato ha una lunga esperienza di opere costruite per il pubblico e il privato ed è responsabile delle iniziative della Fondazione Barbara Capocchin a sostegno della miglior architettura italiana e internazionale. Un passaggio di fondamentale importanza che apre le porte, finanziamenti permettendo, alla prima grande opera prevista per il l'anniversario dell'Unità d'Italia nel 2011. Finaziamenti permettendo appunto perché non è ancora del tutto risolto il nodo del patto di Stabilità che imporrebbe di non utilizzare i fondi delle alienazioni per il finanziamento delle opere pubbliche, rendendo vana la vendita del vecchio ospedale al mare. «Io ho l'impressione che, al di là di tutto, in tempo di crisi conclude Roiter quando non ci saranno più soldi, l'Ospedale al Mare avranno difficoltà a venderlo, e saranno costretti a svenderlo. Rimango del parere che quest'opera sia una vergogna dei politici che non pensano agli altri ma pensano solo a se stessi».
VENEZIA Roiter: Palacinema, una vergogna Il ministero nomina Turato responsabile dell'opera
Il progetto del nuovo Palazzo del Cinema del Lido di Venezia è stato criticato dal fotografo Fulvio Roiter, che lo considera una "vergogna" dei politici. Roiter sostiene che il progetto non pensa agli abitanti del Lido, che avrebbero bisogno di un ospedale funzionante, e che la vendita dell'Ospedale al Mare è un'idea "assurda". L'assessore ai Lavori Pubblici Mara Rumiz ha risposto alle critiche, sottolineando che il progetto è stato modificato per salvaguardare un'area importante dal punto di vista botanico e che sono stati piantati alberi in altre zone del Lido. I lavori procedono indipendentemente dalle polemiche.
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