Inaugurata la nuova sezione romana del Museo Archeologico Nazionale di Adria l'esposizione: è ultima tappa di un progetto che dal 2000 ha rinnovato completamente la struttura museale. Tra le novità di particolare interesse è la vetrina che raccoglie i vetri romani di Adria, questa costata 65 mila euro espone: ampolle, bottiglie, brocche e balsamari, straordinari pezzi di vetro multicolore prodotti in loco nell'arco cronologico che va dal I a.C. al I d.C. «La vetrina è di grande importanza tecnica, consente di ammirare i vetri in maniera eccezionale mediante un gioco di luci. Ogni cella espositiva ha un software diverso che cambia la tonalità d'illuminazione a seconda della gradazione di colore del vetro esposto, il tutto grazie ad un telecomando», spiega la direttrice del Museo di Adria Simonetta Bonomi curatrice del percorso scientifico espositivo. A progettare l'allestimento museale invece è stata Loretta Zega, architetto, anch'essa della Soprintendenza di Padova. L'obbiettivo dell'esposizione,come ricordato dagli organizzatori è stato quello di mettere assieme le conoscenze scientifiche e l'esigenza di comunicazione. La nuova sezione portata a termine grazie ad in investimento di 450mila euro della fondazione Cariparo, illustra la storia di Adria e del Delta del Po durante il periodo romano imperiale, dall'età di Augusto sino alla fine dell'antichità. Di grande interesse infatti la capacità della mostra di svelare ai visitatori le caratteristiche di una città antica come Adria, per certi versi perduta nel tempo, mediante un esemplare ricostruzione grafica e scenografica nella quale viene fornita una restituzione architettonica dei vari monumenti della città. Edoardo Zambon
Museo archeologico di Adria: nuova sezione romana
La nuova sezione romana del Museo Archeologico Nazionale di Adria è stata inaugurata. L'esposizione è l'ultima tappa di un progetto che ha rinnovato la struttura museale dal 2000. La vetrina espositiva raccoglie i vetri romani di Adria, prodotti in loco tra il I a.C. e il I d.C. La vetrina è di grande importanza tecnica e consente di ammirare i vetri in maniera eccezionale mediante un gioco di luci. L'allestimento museale è stato progettato da Loretta Zega, architetto della Soprintendenza di Padova. L'obbiettivo dell'esposizione è stato quello di mettere assieme le conoscenze scientifiche e l'esigenza di comunicazione.
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