La Toscana si candida a diventare sede di un distretto tecnologico per la conservazione e il restauro del patrimonio artistico e culturale di livello internazionale. Punto di partenza, il progetto di ricerca «Scienze e tecnologie per il patrimonio artistico, archeologico e architettonico toscano», nato dall'accordo con i ministeri dell'istruzione e dell'economia e presentato alla 16a edizione del Salone del restauro, in corso a Ferrara. L'idea è quella di avviare un processo che consolidi in Toscana un polo di competenze nel campo della tutela dei beni culturali che possano confluire in un laboratorio pubblico-privato. Hanno già aderito istituti quali il Cnr di Firenze, l'Opificio delle pietre dure, il Laboratorio di fisica nucleare di Sesto fiorentino e il Dipartimento di Scienze ambientali dell'università di Siena. «La Toscana ha spiegato l'assessore regionale alla ricerca Eugenio Baronti è la sede ideale per un'esperienza di questo tipo. Dobbiamo far conoscere i risultati ottenuti nel campo del recupero e della conservazione per sensibilizzare imprese e cittadini sulle enormi potenzialità di questo lavoro». Il passo successivo sarà la creazione del Laboratorio regionale per le tecnologie innovative per diagnostica, conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale (Lartec), di cui si è già aggregato il primo nucleo operativo (www.lartec.org). «In questa fase ha concluso Baronti dobbiamo investire di più sulla ricerca e la formazione, che non sono costi da tagliare ma un trampolino di lancio per le giovani generazioni verso il futuro». Aggiunge Mario Resca, consigliere per le politiche museali del ministro Bondi: «Dobbiamo capire l'importanza di investire sul turismo puntando su una corretta valorizzazione del patrimonio culturale affinchè porti maggiore ricchezza». F.M.