Il sunto del convegno organizzato in piazza del mercato a Solvay dalla lista civica Arcobaleno e dai Verdi comunali e provinciali presenziata dal professore Asor Rosa di fronte a un nutrito pubblico, lo si poteva già desumere dai cartelli esposti alle spalle dei relatori: "Forbici: la recente cementificazione", "Chioma: le villette multicolore in mezzo alla macchia mediterranea" e infine "Poggio Pelato: l'ultima frontiera". Ogni didascalia era corredata dalle fotografie di come quei luoghi erano solo pochi anni fa e come sono diventati oggi, grazie ai "ritocchi" urbanistici. Sotto accusa una espansione urbanistica omologata, fatta di villette multifamilari o di palazzi tutti uguali, che non rispetta le tipicità dei luoghi così diversi in Italia e, in particolare, in Toscana». Alberto Asor Rosa ha iniziato così il suo intervento: «Arrivando qui a Rosignano e osservando l'architettura urbanistica del paese, ho notato che mi sarei potuto trovare in una qualsiasi periferia di una grande città come Roma». Non solo, dunque, cementificazione vista come scempio ambientale di territori ancora vergini ma anche come perdita di identità dei luoghi, della loro storia, delle loro radici, introiettate con il passare degli anni nella popolazione che vive su quei territori. Un dibattito, aperto da Mauro Doveri che ha spiegato in questi termini il titolo dell'incontro ("Salvare il paesaggio per salvare il paese"), che ha gioco forza varcato i confini del comune di Rosignano a dimostrazione che questi problemi interessano trasversalmente tutti i comuni se non le varie regioni, siano esse amministrate da forze di sinistra o di destra, accomunate nelle scelte dall'idea che il territorio vale, ha detto Asor Rosa, quanto più viene sfruttato. Un sistema che secondo il relatore, porterà «inevitabilmente al collasso e alla catastrofe anche economica» perchè vengono perse le attrattive dei luoghi, le loro culture e quindi non vi sarà più la necessità che i turisti scelgano un luogo piuttosto che un altro. Dito puntato anche sulla debolezza «volutamente indotta» ha detto Asor Rosa, degli organismi preposti al controllo tipo le Sovrintendenze. Durante l'incontro non sono mancati i temi più strettamente collegati al territorio come la recente vicenda di Poggio Pelato e la trasformazione delle campagne e del paesaggio tipico toscano. Ma si sono susseguiti interventi e domande di carattere extracomunale come il recente progetto dell'autostrada Livorno-Civitavecchia («un progetto che finirà per devastare una zona paesaggisticamente importante quando si potevano realizzare disegni alternativi anche più economici e più rispettosi del territorio»), il lotto zero di Quercianella o i problemi collegati all'installazione di pale eoliche in territorio, come a Monteverdi, di alto valore paesaggistico. In tal senso Asor Rosa ha proposto «un piano regionale che identifichi i luoghi e le necessità senza lasciare la scelta ai singoli sindaci che spesso vedono nell'eolico una boccata di ossigeno per le sempre più esangui casse comunali». M.M.
ROSIGNANO. Asor Rosa: Qui cemento come in una grande città
Il convegno organizzato a Rosignano da Arcobaleno e Verdi comunali e provinciali ha presentato un sunto di problemi urbanistici e ambientali. Il professore Asor Rosa ha accusato l'espansione urbanistica omologata di villette multifamilari e palazzi uguali, che non rispetta le tipicità dei luoghi in Italia e in Toscana. Ha detto che la cementificazione è un scempio ambientale e una perdita di identità dei luoghi. Ha anche criticato il sistema di controllo degli organismi preposti, che è volutamente debole.
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