Riaperta la discussione sul piano casa, come richiesto dalle Regioni. «Ora stiamo lavorando per un accordo con il governo, che in ragione dell'attuale crisi siamo disponibili a consentire una dinamizzazione del settore» spiega il presidente della Toscana Claudio Martini, a margine del convegno sul welfare organizzato dal Pd a Firenze. «Ovviamente l'accordo deve essere fatto nel quadro delle regole e dei programmi urbanistici» insiste Martini «senza stravolgere le competenze e prevedere interventi indiscriminati». L'allarme delle Regioni, la Toscana ha addirittura minacciato il ricorso alla Corte Costituzionale, ha spinto il governo Berlusconi a rinunciare al decreto legge per l'impatto che avrebbe avuto sulle città. Il presidente Martini non nasconde la sua soddisfazione per la cancellazione di una serie di argomenti «che abbiamo sempre considerato irricevibili» dice, come il cambio di destinazione dei fabbricati, gli interventi nei centri storici, nei parchi, la compravendita delle cubature «tutto questo sembra tolto, ed è un passo avanti» spiega Martini. Ora resta da chiarire con quale strumento legislativo il governo attuerà il piano casa, anche se messo da parte il decreto legge, Berlusconi è pronto a tornare alla carica. «Noi abbiamo proposto che si faccia un disegno di legge che impegna le Regioni a fare queste leggi in novanta giorni per dare una risposta rapida» afferma Martini. Per le Regioni il governo dovrebbe piuttosto darsi da fare per emanare un decreto legge sulla semplificazione delle procedure «che è davvero di sua competenza». Eppure, il premier nei giorni scorsi aveva affermato che tutte queste polemiche erano scoppiate in mancanza di un testo definitivo del suo provvedimento. Ma il presidente Martini non cade nella provocazione e si tiene alla larga dalle polemiche «questa storia non mi interessa - conclude - noi stiamo lavorando su un nuovo canovaccio e un nuovo dialogo tra Ministeri e Regioni».
TOSCANA - Martini aspetta le prossime mosse del governo sul piano casa
Il presidente della Toscana, Claudio Martini, ha affermato di essere disponibile a consentire una dinamizzazione del settore casa, ma solo se l'accordo è fatto nel quadro delle regole e dei programmi urbanistici. La Toscana ha minacciato il ricorso alla Corte Costituzionale per il decreto legge sul piano casa, che avrebbe avuto un impatto negativo sulle città. Il governo Berlusconi ha cancellato alcuni argomenti del decreto legge, come il cambio di destinazione dei fabbricati e gli interventi nei centri storici. Ora il governo deve decidere con quale strumento legislativo attuare il piano casa. Martini ha proposto di fare un disegno di legge che impegna le Regioni a fare queste leggi in novanta giorni.
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