Dietro il duro scontro che ha opposto il premier alle Regioni governate dal centro-sinistra non mancano spiragli per trovare un accordo che porti, nei prossimi giorni, a un testo condiviso sulla politica per la casa e l'edilizia. Lo ha fatto balenare Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte e durissima oppositrice del piano casa berlusconiano, quando ieri ha detto che «si può trovare una soluzione, purché sia nel rispetto della legalità e della costituzionalità, per rilanciare l'economia e l'edilizia. Il Governo potrebbe mettere a punto una normativa di principio e noi da subito faremmo la nostra parte». Ai Governatori di centro-sinistra non dispiace, in fondo, il pacchetto delle semplificazioni, se riscritto per accelerare gli interventi coerenti con i piani regolatori. Quel che non possono accettare è la deregulation «in deroga ai Prg e ai regolamenti edilizi»: l'idea che ognuno si faccia l'ampliamento senza rispondere a nessun criterio urbanistico è inaccettabile per la cultura urbanistica del Pd. Mentre le semplificazioni delle ristrutturazioni a base di Dia (dichiarazione di inizio attività) e SuperDia (una sorta di autocertificazione dell'intervento) se compatibili con i Prg sono proliferate in molte leggi regionali. Per non parlare della demolizione e ricostruzione che può essere la leva per un rilancio in grande stile del rinnovo urbano. La mediazione del ministro Fitto e di Roberto Formigoni può quindi portare lontano. L'accordo sarebbe per il Governo un modo per uscire dall'angolo e approdare a un risultato utile. Come ha spiegato il presidente dell'Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni, Vasco Errani, è necessario, però, sgomberare subito il campo dagli equivoci: nessuno strappo rispetto alle Regioni, ma accordo preventivo su un provvedimento condiviso; rispetto della Costituzione con una legge statale che sia solo di principi, lasciando alle Regioni la legislazione di dettaglio; inserimento nell'accordo del vero "piano casa". «Di tutto si parla meno che di un piano per chi la casa non ce l'ha», spiega Rita Lorenzetti, presidente dell'Umbria, con riferimento al piano dell'edilizia residenziale e ai 550 milioni previsti dal decreto Di Pietro e azzerati da Giulio Tremonti (salvo ripristinarne ora 200). «Da anni si attende di definire in una legge statale alcuni principi fondamentali come la perequazione o il piano regolatore operativo, che molte Regioni hanno già inserito nella propria legge. Spazi per ammodernare e velocizzare ci sono», dice ancora Lorenzetti. Forse l'idea di Berlusconi di asciugare l'intervento non è l'unica strada per arrivare a un protocollo sulla casa «che sia come quello sugli ammortizzatori sociali».
NIENTE DEROGHE AI PRG - Semplificazioni compatibili con il piano regolatore, nuovi principi urbanistici, edilizia residenziale: gli elementi per un accordo quadro
Il premier e i governatori di centro-sinistra stanno cercando di raggiungere un accordo sulla politica per la casa e l'edilizia. Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, ha detto che si può trovare una soluzione se il Governo mette a punto una normativa di principio e le Regioni fanno la loro parte. Il Governo potrebbe mettere a punto una normativa di principio e le Regioni potrebbero fare la loro parte. Le semplificazioni delle ristrutturazioni a base di Dia e SuperDia sono state proliferate in molte leggi regionali. La demolizione e ricostruzione potrebbe essere la leva per un rilancio in grande stile del rinnovo urbano. La mediazione del ministro Fitto e di Roberto Formigoni potrebbe portare lontano un accordo.
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