Riapre dopo un secolo l'antico passaggio Itinerari Arte e scienza: dal 31 in mostra i minerali più belli Un passaggio chiuso da più di cento anni. Una cancellata che blocca il visitatore e gli impedisce di procedere oltre, verso la fine di un affascinante percorso naturale. Verrà riaperto martedì 31 marzo, in occasione dell'inaugurazione dell'esposizione «Cristalli. La più bella mostra di minerali al mondo», il passaggio che collega il giardino di Boboli con la Specola. È stata infatti firmata ieri mattina la convenzione tra l'Università e il Polo museale fiorentino che stabilisce la riapertura temporanea (della durata di cinque mesi) del tracciato voluto prima dai Medici e poi dai Lorena. Un percorso ideale che parte da Palazzo Vecchio, attraversa Palazzo Pitti, il corridoio di Poccianti e arriva a Palazzo Torrigiani, sede della Specola, che nel 1775 fu nominato «Imperial regio museo di fisica e storia naturale» dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Da martedì sarà possibile visitare pagando soltanto il biglietto d'ingresso a Boboli anche il giardino della Specola, la tribuna Galileiana, aperta anche questa in via del tutto eccezionale, e la collezione di cristalli di Adalberto Giazotto, di cui fanno parte 540 pezzi di straordinaria bellezza. «La riapertura ha detto il presidente del Museo di storia naturale Giovanni Pratesi dà continuità al percorso museale. In questo modo si vanno a ricomporre i saperi che i Medici avevano rappresentato all'interno del museo ». «Con questa iniziativa di grande significato storico e scientifico ha dichiarato il rettore Augusto Marinelli L'Università intende non solo valorizzare ancor di più l'eccezionale patrimonio del proprio Museo di Storia Naturale, ma sottolineare, con un segno tangibile, l'unità del sapere, scientifico e umanistico, e la sua apertura all'intera comunità civile». Anche la soprintendente Cristina Acidini ha commentato con toni pieni di entusiasmo. «La decisione di ricostituire un iter culturale praticamente unico attraverso il collegamento fra Boboli e la Specola - ha detto la soprintendente - sottolinea il legame fra la storia della città di Firenze e la più generale storia dei Medici e dei Lorena, che sta all'origine dello stesso Museo di Storia Naturale». Il secondo evento riguarda l'apertura della tribuna galileiana, ambiente solitamente chiuso al pubblico, che farà da ingresso alla mostra sui cristalli. «C'è un rapporto molto stretto tra le celebrazioni per l'anno galileiano e l'apertura della tribuna - ha spiegato Pratesi - . Serve a valorizzare un luogo celebrativo, certamente non vissuto da Galileo ma progettato e creato in onore dello scienziato». Uno dei rarissimi esempi di architettura neoclassica in città, che vede al centro una statua di Galileo Galilei e nelle lunette affreschi dedicati al sapere scientifico. Una volta attraversata la tribuna, si arriva negli ambienti dove è stata allestita la mostra. Tre sale all'interno delle quali si susseguono teche con cristalli incredibili per colori e dimensioni. Cinquecentoquaranta in tutto, provenienti dalle miniere esaurite di tutto il mondo. «Sono dei pezzi ormai introvabili - conferma il proprietario della collezione, Adalberto Giazotto - perché le miniere sono state depredate completamente ». Alcune gemme vengono anche dall'Italia, principalmente da Sicilia, Sardegna e Toscana. Tra i cristalli del granducato spicca uno di quelli che Giazotto definisce un «best of», un enorme blocco di quarzo e calcite di Carrara, un cristallo rarissimo e ormai praticamente introvabile, che nasce inglobato nel marmo delle montagne toscane. Tra i più preziosi c'è anche un'acquamarina di tre chili e mezzo. Una pietra molto usata in gioielleria, per la quale è lecito ragionare in termini di carati. «I carati sono una pessima unità di misura - racconta Gianazzo - perché presuppongono un taglio della gemma. Ad ogni modo se si pensa che un carato è un quinto di grammo, è facile contare quanti ce ne stanno in più di tre chili di peso». E il valore? «Questa gemma è stata assicurata per due milioni e mezzo di euro». Ludovica Zarrilli
FIRENZE - Boboli, oltre il cancello (per finire alla Specola)
Il passaggio Itinerari Arte e scienza, chiuso da più di cento anni, sarà riaperto il 31 marzo in occasione dell'inaugurazione dell'esposizione Cristalli. Il passaggio collega il giardino di Boboli con la Specola e sarà possibile visitarlo pagando il biglietto d'ingresso a Boboli. La mostra presenterà 540 pezzi di cristalli di straordinaria bellezza provenienti dalle miniere esaurite di tutto il mondo. La riapertura ha il sostegno dell'Università e del Polo museale fiorentino. La tribuna Galileiana, solitamente chiusa al pubblico, sarà aperta per l'evento e farà da ingresso alla mostra. La mostra sarà aperta per cinque mesi.
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