Caro Direttore, il Consiglio Regionale sta per iniziare l'esame della proposta di legge sul nuovo piano casa regionale. Apriremo il confronto a tutto campo con tutti i soggetti interessati ma daremo la precedenza assoluta agli investimenti. E' urgente il rilancio dell'edilizia toscana anche come volano per la ripresa economica. Sgonfiato il confuso provvedimento che il presidente del Consiglio Berlusconi è riuscito a «vendere» come se fosse il miracoloso piano casa Fanfani degli anni Cinquanta, resta sul terreno il disagio abitativo che assilla migliaia di famiglie toscane e al quale non si risponde certo con una deregulation selvaggia e il «tana-libera-tutti» edilizio annunciato e fortunatamente ritirato può essere stata una furbata politica che accarezza l'individualismo e l'insofferenza per le regole presenti, ma è l'esatto contrario dell'interesse generale. Ciò che serve alla Toscana è un programma di sostegno agli affitti e di edilizia economica e popolare per offrire case in affitto a prezzi contenuti a chi non ha abitazioni di proprietà e non può permettersele: servirebbe a prescindere dalla crisi e servirebbe tanto più ora che la crisi c'è. Per avviarlo la Regione investe cifre ben più consistenti del pacchetto nazionale: 250 milioni di euro circa la metà dell'intero investimento nazionale legati anche alla nuova edilizia sostenibile con l'obbligo dell'autosufficienza energetica, alla ristrutturazione del patrimonio pubblico degradato, al sostegno all'affitto per le fasce più deboli. Grazie al fondo regionale casa, ci saranno poi a disposizione altri 350 milioni di euro. E se c'è una iniziativa seria che il governo avrebbe l'obbligo di assumere è l'allentamento delle maglie del patto di stabilità, una camicia di forza per gli enti locali. Vi sono centinaia di milioni di euro per la manutenzione urbana oggi assurdamente bloccati nelle casse di Comuni e Province. Non siamo la Toscana dei signornò né stiamo fermi, come lamenta il centrodestra. Non sono un tabù nemmeno gli incentivi volumetrici. In Toscana dal 2005 sono previsti «bonus» di aumenti di volumetria del 10 per chi ristruttura la propria abitazione secondo criteri rigorosi e certificati di risparmio energetico, autorizzati dalle normative urbanistiche. La semplificazione degli adempimenti in materia edilizia è un obiettivo non solo da condividere, ma da sottoscrivere, e la nostra Regione dal 1999 garantisce tempi certi alle procedure vigenti con la Dia. Come prevede anche l'Ance, l'edilizia sostenibile sarà uno dei mercati di punta per i prossimi anni. Richiederà sempre di più tecniche e materiali innovativi con assenza di sostanze inquinanti, per l'illuminazione naturale, l'isolamento acustico, il riutilizzo delle acque piovane, il risparmio idrico ed energetico. La casa che rispetta l'ambiente può attivare il mercato del riciclo dei materiali dell'edilizia, ridare forza a prodotti e servizi. Spetta anche alla pubblica amministrazione dare risposte certe e veloci introducendo nei Regolamenti edilizi comunali i nuovi criteri dell'edilizia sostenibile come prevede la normativa regionale. Solo un terzo dei comuni toscani invece ha finora recepito le linee guida regionali. Ma è un'altra leva importante per creare lavoro, riqualificare migliaia di piccole imprese edili e dare risposte al bisogno di casa. Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale
FIRENZE - La svolta edilizia. La casa, il governo, la risposta dei signornò
Il Consiglio Regionale della Toscana sta per esaminare una proposta di legge sul nuovo piano casa regionale. Il presidente della Commissione Territorio e Ambiente sostiene che è urgente il rilancio dell'edilizia toscana per la ripresa economica. La proposta prevede investimenti di 250 milioni di euro per sostegno agli affitti e edilizia economica e popolare. La Regione investirà anche cifre consistenti per la nuova edilizia sostenibile con l'obbligo dell'autosufficienza energetica e per la ristrutturazione del patrimonio pubblico degradato. Inoltre, la Regione richiede l'allentamento delle maglie del patto di stabilità per gli enti locali e la semplificazione degli adempimenti in materia edilizia.
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