Meno visitatori in sala: quest'estate per i musei chiusura anticipata La crisi abbatte la sua scure anche sulla Fondazione Musei Civici che per contenere i costi taglia sull'orario di apertura dei musei che hanno fatto registrare un calo delle presenze di quasi il 20 per cento. Di fatto salterà il prolungamento delle aperture che scattava da aprile a ottobre e quasi ogni museo anticiperà la chiusura o ritarderà l'apertura di un'ora rispetto al consueto orario estivo. Si salva solo Palazzo Ducale, che prolungherà l'apertura fino alle 19. Da aprile non ci sarà il consueto allungamento dell'orario I sindacati: stipendi tagliati. La Fondazione: risorse ottimizzate Il calo di visitatori registrato sfiora il 20. A differenza dell'estate scorsa solo Palazzo Ducale allunga l'orario VENEZIA La crisi si abbatte anche sulla Fondazione Musei Civici che per contenere i costi taglia l'orario di apertura dei musei che hanno fatto registrare un calo delle presenze di quasi il 20 per cento. Di fatto salterà il prolungamento delle aperture che scattava da aprile a ottobre e quasi ogni museo anticiperà la chiusura o ritarderà l'apertura di un'ora rispetto al consueto orario estivo. Si salva solo Palazzo Ducale, che prolungherà l'apertura fino alle 19. A pagare saranno i lavoratori di guardiania, guardaroba, bookshop che rischiano di vedersi tagliare lo stipendio. «Con il taglio dell'orario di apertura non si raggiunge il monte ore annuale previsto dal contratto, per cui si rischia il taglio del salario », è la denuncia della Cgil che lamenta di non essere stata neppure consultata dalla Fondazione. «Quando i Musei erano gestiti dal Comune una decisione del genere avveniva dopo aver consultato i sindacati ed era il consiglio comunale a votare. Ora invece il comportamento è quello di un'azienda», commenta Andrea Brignoli, segretario Filcams Cgil. La Fondazione, da parte sua, parla di «ottimizzazione dell'impiego delle risorse, senza alcun taglio o riduzione » e annuncia che fronteggerà la crisi «studiando nuove misure per favorire l'incremento dei visitatori». Il nuovo orario è stato deciso tenendo conto dell'analisi dei flussi dei visitatori nei musei e della concentrazione delle presenze nelle diverse fasce orarie. Palazzo Ducale aprirà dalle 9 alle 19, prolungando così l'orario estivo rispetto a quello invernale; il museo Correr aprirà invece dalle 10 alle 18, aprendo cioè un'ora più tardi al mattino, Ca' Rezzonico e Ca' Pesaro saranno aperti dalle 10 alle 17, cioè come d'inverno e così palazzo Mocenigo e Casa Goldoni, aperti dalle 10 alle 16. Di tutto questo sarebbe stato avvisato il Comune con una informativa inviata in queste ore, ma fino a ieri a Ca' Farsetti nessuno era a conoscenza della novità. E i sindacati protestano: «Solo due settimane fa avevamo partecipato a un'assemblea nella quale il direttore dei Musei Giandomenico Romanelli ci aveva illustrato il calo di presenze, misurato in questi ultimi mesi sul meno 20 per cento dice Brignoli Ma ci era stato assicurato che questo non avrebbe comportato conseguenze per i lavoratori, in termini di monte ore e livelli occupazionali». Il meccanismo dell'orario di lavoro prevede che i dipendenti delle cooperative d'inverno lavorino per meno ore rispetto a quelle previste dal contratto, quando l'apertura dei musei è ridotta. Ma quel «deficit» accumulato non incide sul salario perché va a formare una sorta di banca ore, dove d'estate il prolungamento delle aperture dei musei fa pareggiare il conto. «Ma se ora gli orari saranno ridotti anche d'estate è il timore del sindacato non si riuscirà a raggiungere il monte ore previsto e i lavoratori vedranno tagliarsi lo stipendio». C'è un altro timore che aleggia tra i dipendenti. Da poco è scaduto il contratto di appalto con le cooperative e si teme che le garanzie e le condizioni mantenute finora possano essere riviste. «Siamo molto preoccupati, ma non staremo certo a guardare. Faremo assemblee e se occorre conclude Brignoli ci metteremo in sciopero».