Nel maggio 2010 scade il piano di recupero. Ecco i segreti del progetto Sui ruderi emersi durante gli scavi la Soprintendenza ha imposto il veto per la demolizione Le ruspe potrebbero portare alla luce una piccola necropoli e, quasi certamente, le cripte delle due chiese che si affacciavano su via Maqueda. Ma al di là degli scavi, le testimonianze di quella che un tempo fu larea Quaroni sono ancora ben visibili. E il progetto rilanciato dalla Curia di realizzare il centro polifunzionale di tre piani progettato da Ludovico Quaroni dovrà tenerne conto, cosa che finora non ha fatto. La Soprintendenza, ha inviato sullarea un archeologo a seguire gli scavi iniziati da due settimane. Scavi che decideranno il destino dellarea compresa tra via Maqueda, vicolo dei Giovenchi e discesa delle Capre. Per la Curia i tempi si stringono: nel caso dellarea Quaroni il piano di recupero, stralciato dal Ppe, coincide con il progetto. Entro maggio dellanno prossimo la Curia dovrà però ottenere la concessione edilizia, pena la scadenza del piano, che ha una durata decennale, e laddio al progetto. Ieri gli architetti del Centro storico del Comune, guidati da Nicola Di Bartolomeo, hanno illustrato a "Repubblica" il complesso Quaroni. La struttura di tre piani in cemento armato, un materiale che il Ppe non prevede, ospiterà nel seminterrato un parcheggio, al piano terra negozi, al primo piano uffici e nel secondo e ultimo appartamenti. Al centro è previsto un ampio cortile, e, nellarea di fronte a via Maqueda, una piazzetta pubblica. «La piazzetta, il parcheggio e una porzione di edificio - spiega Di Bartolomeo - verranno cedute al Comune». Nellarea cè ancora, ben visibile da via Maqueda, una facciata Seicentesca della chiesa di Santa Croce del 1300. Secondo i tecnici del Centro storico con gli scavi verranno alla luce anche la cripta di Santa Croce e quella dellaltra chiesa, San Giovanni dei Gerosolimitani, abbattuta dalla Curia nel 1983 insieme con i resti del cinema Maqueda di Ernesto Basile perché ritenute pericolanti. Lungo vicolo dei Giovenchi sono ancora ben visibili gli archi del Settecentesco Palazzo dei Duchi di Castelluzzo. Se delle cripte la Soprintendenza ha tenuto conto, non si è mai pronunciata sugli archi del palazzo storico. Ma larchitetto Matteo Scognamiglio, dirigente della Soprintendenza, che nel 1983 si batté per bloccare le demolizioni, assicura che non verrà consentito nessun abuso. «Se, a esempio, dovesse venire alla luce la cripta di santa Croce il progetto dovrà essere modificato - dice - mi occupo dellarea Quaroni da sempre. Dopo gli scavi valuteremo se apportare modifiche al progetto».
SICILIA - Area Quaroni, corsa della Curia contro il tempo
Il piano di recupero per larea Quaroni, che includeva la demolizione di edifici e la realizzazione di un centro polifunzionale, scade nel maggio 2010. La Soprintendenza ha imposto il veto per la demolizione e ha inviato un archeologo per seguire gli scavi iniziati da due settimane. Gli scavi potrebbero rivelare una piccola necropoli e le cripte delle due chiese che si affacciavano su via Maqueda. Il progetto rilanciato dalla Curia dovrà tener conto delle testimonianze dellarea e delle scoperte archeologiche. La Curia deve ottenere la concessione edilizia entro maggio dellanno prossimo, pena la scadenza del piano.
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