Si lavora per consolidare i bastioni. Dall'Alicorno al Portello mura in pericolo. Allarme dopo il crollo. Giovedì una ventina di metri di tratto è crollato vicino al parco di un asilo comunale. Ma non si tratta di un rischio isolato. Secondo Elio Franzin degli Amissi del Piovego un pericolo simile si corre anche al Bastione del Portello Vecchio. Intanto i tecnici del Comune stanno consolidando il Bastione Alicorno per permettere alla scuola Madonna di Lourdes di riaprire la prossima settimana. Le mura si sgretolano Allarme dopo il crollo Dall'Alicorno al Bastione del Moro. Infiltrazioni al Portello PADOVA Un perimetro di oltre 11 chilometri, ben 19 baluardi difensivi e 5 portoni d'ingresso in città. L'improvvisa frana di giovedì pomeriggio, che ha sbriciolato una grossa fetta del Bastione Alicorno a pochi metri dall'asilo comunale Madonna di Lourdes di via Cavallotti, impone una lunga serie di riflessioni e di approfondite analisi sullo stato di conservazione delle mura cinquecentesche di Padova. Lo stato Inizialmente costruita in legno e con una mescola di sabbia e terriccio, soltanto poi rafforzata con mattoni e trachite e quindi abbellita dall'intervento di Giovanni Maria Falconetto e Michele Sanmicheli (intorno alla metà del 1500), la cinta muraria della città del Santo rappresenta per molti un patrimonio storico mal preservato e, di conseguenza, poco valorizzato anche come attrazione turistica. Basti, ad esempio, pensare che la sua ultima, completa ristrutturazione risale addirittura agli anni Cinquanta del secolo scorso, dopo che durante la Seconda guerra mondiale il centro storico di Padova era stato duramente colpito dai bombardamenti aerei. Elio Franzin, fondatore e anima dell'associazione Amissi del Piovego, si batte da tempo per una miglior custodia delle mura cittadine, proponendo a modello quanto succede a Lucca da almeno un decennio: «Mi spiace dirlo spiega ma il crollo di una parte consistente del Bastione Alicorno era quanto mai prevedibile. A dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della totale assenza di cura di questa eredità storica da parte di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi cinquant'anni. Compresa, ahimè, quella attuale guidata dal sindaco Flavio Zanonato. Anzi, direi che la frana dell'altro giorno manifesta il totale fallimento dell'assessore all'Edilizia monumentale e ai Lavori pubblici». Cioè Luisa Boldrin, di cui il consigliere del Pdl Domenico Menorello ha chiesto persino le dimissioni. «E' capitato all'Alicorno continua Franzin ma sarebbe potuto tranquillamente succedere pure al Bastione del Portello Vecchio. Dove, nonostante centinaia di migliaia di euro buttati per il restauro, le infiltrazioni d'acqua piovana abbondano e le gallerie sono sempre allagate. Oppure al Bastione del Moro, dove la ristrutturazione cominciata nell'estate scorsa, a sei anni esatti dall'ultimo grosso cedimento, deve ancora terminare. Come fare? Semplice: prendere esempio da Lucca (emblematico il sito www.operadellemura.it), dove nel 1999 per conservare al meglio la cinta muraria è stata creata una società ad hoc, staccata dalla politica e che si rapporta con il Comune soltanto come organismo strumentale». Nel 2003 Risale a quasi sei anni fa, nel luglio del 2003, l'ultimo intervento sul Bastione Alicorno. I lavori, però, costati oltre 500mila euro alla precedente giunta Destro, non riguardarono la struttura del baluardo (tranne la realizzazione di un sistema di canalizzazione dell'acqua piovana), ma solamente il giardino interno, con la creazione addirittura di una piccola piazza-verde buona per concerti, show teatrali e cinema all'aperto. Intanto, il Comitato Mura (vicino all'amministrazione Zanonato) fa sapere che: «E' vero, va rivisto alla radice il modo di operare sulle mura cittadine. Ogni tentativo di considerarle come un unico grande monumento e di progettarne restauro, riuso e manutenzione in modo organico è in passato naufragato, con giunte di ogni colore. Nessuno, peraltro, aveva mai avuto l'impressione che l'Alicorno fosse in pericolo, neppure fra coloro che oggi gridano allo scandalo».