Piante, erbacce, nelle pieghe degli elementi murari del ponte Valentino, segni di degrado: lo spettacolo che si offre da tempo a chi va ammirare le antiche vestigia... Piante, erbacce, nelle pieghe degli elementi murari del ponte Valentino, segni di degrado: lo spettacolo che si offre da tempo a chi va ammirare le antiche vestigia. In questi giorni una novità: una crepa profonda, che appare segno di un possibile collasso strutturale. Il ponte Valentino fu realizzato sul finire del primo decennio II secolo II d.C., insieme a quell'arteria, la via Appia Traiana, voluta dall'imperatore Traiano per abbreviare il percorso della antica via Appia, per congiungere velocemente Roma all'Adriatico e al porto di Brindisi. Il ponte consentiva di superare, immediatamente prima della confluenza con il Tammaro, il fiume Calore, con una struttura a schiena di mulo, a tre arcate, per una lunga di 76 m (sottoposta nel tempo a vari rifacimenti). Il presidente della sezione di Benevento dell'Archeoclub di Italia, il geologo Michele Benvenuto segue da decenni, con passione, le vicissitudini di un monumento, che ormai è anche un po' suo. Dagli anni Settanta, quando si oppose con perizie dettagliate e precise, insieme al geologo Giovanni Galiano, alla locazione dell'area di sviluppo industriale a contrada San Valentino per la fragilità idrogeologica di quel territorio. Per poi continuare nel tempo come negli anni Novanta quando fu costruito il ponte moderno (anche esteticamente contestabile), vicino all'antico, e deviato il corso del fiume Calore, non fatto passare più sotto l'antico manufatto e immesso come corso d'acqua confluente nel Tammaro. Abbiamo parlato con lui e ci ha detto la sua sulle ultime gravi vicissitudini del manufatto, dopo il nuovo guasto segnalatoli dall'associazione "Naturaria". "L'Archeoclub di Italia è attento alla salvaguardia di monumenti, e emergenze del patrimonio culturale della città di Benevento. Da tempo seguiamo le traversie del ponte Valentino - ci ha detto -. Nel 2007, nell'edizione del premio Traianus Optimus (concorso rivolto agli studenti per far conoscere loro la storia del proprio territorio ndr) propose un progetto di salvaguardia per la valorizzare l'area, chiedendo un tavolo di concertazione con gli enti in vario modo coinvolti nella sua gestione: il consorzio Asi, amministrazione provinciale e comunale di Benevento, Soprintendenza per i Beni Archeologici, autorità di Bacino". "In effetti fu denunziato ha poi proseguito il pericolo rappresentato dal sovvertimento idrogeologico che avrebbe determinato come conseguenza rischi incalcolabili (idrologia di superficie e dei subalvei, modificazione morfologica complessiva). Fummo facili cassandre. Il pericolo allora sollevato oggi si è rivelato nella sua più cruda evidenza, presentandosi uno stato di dissesto e ribaltamento del lato di destra idrografica di quello che una volta era il luogo in cui il fiume Calore lo oltrepassava". "Non si riesce a comprendere come non hanno avuto seguito le denunce fatte negli anni, anche dal compianto Pietro Giorgione che si è battuto per evitare i guasti che adesso si presentano in tutta la loro gravità". "Le transenne e la segnaletica che sbarrano l'ingresso al Ponte Valentino ha proseguito Benvenuto parlano di pericolo di frane. C'è da chiedersi se siano abusivi, ma nel caso in cui siano stati messi per indicazione delle autorità competenti, le stesse conoscono bene che cosa si sta verificando". E allora "perché hanno taciuto una situazione così grave, senza prendere opportuni provvedimenti. E' questa la città che aspira ad entrare nel patrimonio Unesco?". Michele Benevento ci ha detto che la sezione di Benevento ha inviato tutto il materiale documentale raccolto al Consiglio Nazionale dell'Archeoclub di Italia perché agisca non solo per favorire il recupero dello storico ponte, ma anche perché si accertino le responsabilità della situazione attuale. Noi seguiremo tutto con attenzione.
Ponte Valentino rischia il collasso strutturale
Il ponte Valentino, costruito nel II secolo d.C., è stato segnalato per degrado e segni di dissesto idrogeologico. Una crepa profonda è stata segnalata, che potrebbe essere un segno di collasso strutturale. Il presidente dell'Archeoclub di Italia, Michele Benvenuto, ha seguito le vicissitudini del ponte per decenni e ha denunciato il pericolo rappresentato dal sovvertimento idrogeologico. Ha chiesto un tavolo di concertazione con gli enti coinvolti nella gestione del ponte, ma non ha ricevuto risposte. Oggi, il ponte è stato chiuso e le transenne e la segnaletica indicano pericolo di frane.
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