Leggo nella risposta al lettore che chiede una riqualificazione delle biblioteche milanesi che il Progetto della Biblioteca europea è troppo costoso e sembra tramontato. Non direi. Nei giorni scorsi il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha approvato alla unanimità il progetto esecutivo della Beic (dunque, esso è cantierabile da subito) dopo un approfondito esame tecnico. E due ministri, il ministro Bondi e il ministro Matteoli, hanno dichiarato pubblicamente di impegnarsi a promuovere il necessario investimento per la Biblioteca europea per la Milano del 2015. Troppo costoso? Dipende da cosa si vuole: se l'obbiettivo è dotare Milano e l'Italia di una grande struttura sul modello delle consimili recenti e nuove biblioteche straniere, certamente no. Solo per l'aggiornamento della New York Library è previsto in pochi anni uno stanziamento triplo. L'investimento corrisponde a quello per un breve tratto di metropolitana e corrisponde a un ventesimo del costo del Ponte di Messina, a un trentesimo degli investimenti previsti per l'Expo. Il costo di gestione sarà pari a un decimo di quello di una piccola Università. Per una struttura destinata a durare a lungo nel tempo, che accoglierà almeno 4 mila lettori al giorno, si tratta di un investimento più che ragionevole. Certo, una biblioteca rionale (indispensabile anch'essa, sia chiaro), costa meno. Ma si tratta di cose completamente diverse. Per una volta, forse la cattiva notizia non è una notizia. Anche noi siamo felici. Forza, allora. (g.g.s.)